
Caritas Ambrosiana ha da subito aderito e rilanciato la campagna nei suoi canali e negli incontri sui territori.
Ringraziamo le parrocchie, le Caritas nei territori, tanti volontari e sostenitori per aver contribuito a raggiungere questo risultato.
Lunedì 16 marzo 2026 è stata depositata in Cassazione la nuova proposta di legge di iniziativa popolare per istituire il
Dipartimento della difesa civile non armata e nonviolenta.
Si tratta della
campagna "Un'altra difesa è possibile" promossa dalla CNESC (Conferenza Nazionale Enti per il Servizio Civile), da Rete Italiana Pace e Disarmo e da Sbilanciamoci.
Partita la raccolta firme lo scorso 18 marzo, dopo mesi in cui ha stentato a decollare (ma in cui le organizzazioni promotrici, enti aderenti come Caritas Ambrosiana e tanti altri soggetti del colorato mondo della pace hanno pazientemente seminato e fatto conoscere la proposta), nelle ultime settimane si è avuta una forte impennata delle firme raccolte.
Pochi giorni prima del semestre a disposizione per la raccolta
si è raggiunto e superato il quorum delle 50.000 firme richieste per portare la discussione della proposta in Parlamento.
Di fronte alla drammatica crisi globale, con un Mondo e un’Italia sempre più armati e venti di guerra alimentati da una fase di aumento enorme della spesa militare, l’intenzione dei promotori di questa azione è quella di compiere un “passo in avanti” promuovendo congiuntamente una
Campagna per il disarmo e la difesa civile. L’obiettivo è quello della
costituzione di Dipartimento che indirizzi il contributo alla difesa civile con le proprie autonomie e modalità di lavoro delle varie componenti oggi esistenti fra cui il Servizio civile, i Corpi civili di pace, la Protezione civile oltre ad un ipotizzato Istituto di ricerca su Pace e Disarmo. Si tratta di dare finalmente concretezza a ciò che prefiguravano i Costituenti con il ripudio della guerra e che già oggi è previsto dalla legge e confermato dalla Corte Costituzionale:
la possibilità di assolvere all’obbligo costituzionale dell’articolo 52 con una struttura di Difesa civile alternativa a quella prettamente militare, finanziata direttamente dai cittadini attraverso l’
opzione fiscale in sede di dichiarazione dei redditi.
In un momento in cui il dibattito pubblico europeo sembra aver capitolato all’equazione “più sicurezza = più armi”
questa proposta afferma con chiarezza l’opposto: la vera sicurezza si costruisce con prevenzione dei conflitti, mediazione, coesione sociale e cooperazione internazionale.
E' possibile approfondire la campagna e il percorso fatto visitando il seguente
sito dedicato.
Guarda qui sotto lo spot di invito a sostenere la campagna: