Terremoto in Albania - Aggiornamenti

Una forte scossa di terremoto di magnitudo 6.4 ha colpito alle 3,54 del 26 novembre l'Albania, con epicentro vicino a Durazzo. La Caritas Albania insieme alla rete internazionale di Caritas è già attiva per portare aiuto alla popolazione. Caritas Ambrosiana stanzia 10.000 euro e lancia una raccolta fondi.
 

Aggiornamenti al 1/12/2019

Il bilancio del terremoto

Ad oggi, sono 51 le vittime del violento sisma di magnitudo 6.4 che martedì 26 novembre ha colpito l’Albania ed oltre 2.000 feriti. Dopo questi primi giorni si incomincia ad evidenziare l’impatto sul territorio dove il terremoto ha danneggiato centinaia di palazzi e migliaia di abitazioni, lasciando migliaia di persone senza una casa. Secondo un primo bilancio preliminare del governo, sono state censiti oltre 10.000 persone senza una casa. Sono ancora incorso di verifica ulteriori accertamenti ed il numero sicuramente continuerà ad incrementare. Una prima analisi fornita dai dati provenienti dai team di Caritas Albania indica una tendenza al numero degli sfollati che potrebbe  essere approssimato a 30.000 persone.
Lo sciame sismico continua alternando anche nella giornata del 30 novembre numerose scosse anche di forte intensità.
Molte sono le criticità che sono emerse in questi giorni, a partire dal difficile coordinamento degli interventi sul territorio, a una difficile mappatura dell’impatto del sisma sul territorio e alla difficoltà nel coordinare gli aiuti da parte dei diversi attori in campo.
La zona colpita dal terremoto è molto vasta e molte cittadine, seppur hanno registrato forti danni, non sono ancora state monitorate. La fase di ricerca e soccorso è stata dichiarata ufficialmente conclusa da parte delle autorità.
 

I dati dal territorio di Caritas Albania

Continuano le visite di monitoraggio del territorio per poter raggiungere tutte le zone colpite. Oltre un quarto del Paese è stato colpito in maniera pesante. La Diocesi più colpita è quella di Tirana – Durazzo, gravemente colpite le Diocesi di Lezhe e tutta la parte nord della Diocesi del Sud.
L’azione di mappatura continuerà in maniera continuativa per i prossimi due mesi ed a partire dalla prossima settimana verrà suddivisa in aree tematiche cercando di fare un’analisi più dettagliata relativamente alle condizioni delle strutture scolastiche, sanitarie, delle attività economiche ed agricole. Un altro tipo di mappatura verrà rivolta alle strutture di accoglienza e luoghi di accoglienza sia governativi (dove sono presenti sfollati) che quelli afferenti alla rete della Chiesa Cattolica in Albania che stanno già accogliendo o che hanno disponibilità nell’accoglienza.
 

I bisogni più urgenti

Le autorità affermano l'urgente necessità è di tende, letti, coperte, vestiti e cibo per bambini da 0 a 3 anni. Sulla base delle interviste con le persone che alloggiano nelle tende, la loro più grande preoccupazione è per le loro case. Sulla base dell'osservazione del personale, i bisogni più urgenti sono: ripari, letti e materassi, coperte, articoli per l'igiene e medicine per i malati.
 

Attività in corso da parte di Caritas Albania

  • Caritas Albania continua a valutare le esigenze nelle aree rurali ancora non valutate da nessuno
  • Circa 200 famiglie sono ospitate in parrocchie, congregazioni religiose, altre strutture ecclesiali in tutto il paese e di tutte le Diocesi
  • Caritas Albania sta distribuendo aiuti materiali attraverso le reti di Caritas diocesane, parrocchie e congregazioni religiose. Alcune diocesi, parrocchie e congregazioni stanno anche raccogliendo aiuti sul posto e distribuendo direttamente alla popolazione colpita
  • Caritas Albania attraverso partnership con altre organizzazioni si sta coordinando con il centro sanitario locale per fornire assistenza sanitaria
  • Circa 100 volontari ogni giorno si stanno alternando per offrire assistenza alla popolazione locale.


La situazione dopo il terremoto in Albania 27/11/2019

Una forte scossa di terremoto di magnitudo 6.4 ha colpito alle 3,54 del 26 novembre l'Albania, con epicentro vicino a Durazzo.
La più forte scossa di terremoto registrata nel paese da decenni a questa parte. Altre 3 scosse di 5.3, 5.4 e 5.0 si sono succedute sino alle 17 del 27 novembre.
Le città più colpite sono Durazzo e Thumane, dove diversi edifici sono crollati, numerosissimi sono stati danneggiati. I danni sono ingenti e importanti.
Le ultime stime dei feriti parlano di 650 persone con diversi traumi e 22 vittime. 45 sono le persone salvate da sotto le macerie.
I soccorritori e l'esercito stanno, in questi momenti, scavando sotto le macerie a Thumane e Durazzo dove risultano ancora dispersi.
Purtroppo sono crollati diversi palazzi ed anche hotel nella zona di Durazzo.
Danni si sono registrati in molte città dell'Albania, oltre Durazzo, anche a Kruje, Lezhe, Tirana, Lac, Lushnje e Fier.
È prematura una stima dei danni, ma sono molto ingenti e sono molte le persone che non potranno rientrare nelle loro case.

È in corso uno sciame sismico e si sono registrate 250 scosse.

Gli interventi per il terremoto in Albania

- La Caritas Albania ha organizzato due squadre per effettuare visite sul campo: la prima era alla periferia di Tirana e la seconda a Durazzo e Thumane.
- Nella solo periferia di Tirana ci sono circa 35 case danneggiate e la gente è nel panico.
- Le informazioni sulla seconda squadra a Durazzo, riportano di un edificio di sei piani sprofondato di due piani più in basso, a Thumanë, 5 edifici sono completamente collassati, il che significa che 45 famiglie hanno perso tutto. Le autorità locali in quel villaggio parlano già di 10 morti, ma si prevede che questo numero sarà purtroppo destinato ad aumentare.
- Le autorità hanno schierato forze armate e di polizia per sostenere gli sforzi di soccorso. Il governo sta iniziando ad attivare rifugi di emergenza. Il sostegno alimentare è uno dei bisogni immediati più urgenti. Poiché l'inverno è già arrivato, altre necessità immediate sono coperte e e kit per l’igiene.

La protezione civile sta allestendo:
• 3 centri di alloggio a Tirana
• 3 centri di alloggio a Shijak - Durazzo
• 1 centro di alloggio a Helmes - Kavaje
• 1 campo di tende aperte a Thumane

Su ordine del ministro ogni scuola di ordine grado è stata chiusa.
1 centro di accoglienza per sfollati è stato da poco istituito a Tirana presso la struttura salesiana.

La risposta di Caritas Albania

- La Caritas Albania ha visitato alcune delle aree più colpite sin dalla prima mattinata e ha iniziato a distribuire prodotti alimentari in Thumanë, per le persone in attesa dell’allestimento del campo.
- Caritas Albania ha messo già a disposizione 10.000 euro per i primi aiuti di questi giorni.
- La Caritas Albania è in costante contatto con la rete di riferimento (Caritas Diocesane e parrocchie) per la raccolta di informazioni sulla situazione perché i dati e le esigenze cambiano sistematicamente di ora in ora, essendo ancora in fase emergenziale.
- La Caritas Albania ha utilizzato i fondi di due meccanismi di risposta alle emergenze in corso per finanziare i primi soccorsi per la distribuzione di cibo, coperte, acqua e kit igienici su indicazione del ministero dell’interno ed in rete con altre organizzazioni internazionali.
- Caritas Albania e la Diocesi di Tirana, tramite la Caritas Diocesana di Tirana - Durazzo stanno preparando un piano di attivazione dei volontari ed operatori per il supporto agli sfollati.
- La Caritas Albania ha ricevuto la richiesta ufficiale dal ministero degli interni per la distribuzione di generi alimentari e non per gli sfollati nei diversi campi di alloggio menzionati sopra.

Fase emergenziale

  • distribuzione di kit igienici, cibo, acqua e coperte
  • aggiornamento e mappatura dei bisogni delle parrocchie e Diocesi (processo ancora in corso)
  • presenza di volontari e vicinanza alla popolazione
  • visita alle famiglie sfollate
  • verifica degli edifici e strutture parrocchiali danneggiate
  • coordinamento con le autorità

In una seconda fase, che sarà identificata da un piano operativo per l’emergenza, si prevedono:
  • interventi di supporto ed aiuto economico e materiale alle numerose famiglie sfollate
  • aiuti economici tramite le parrocchie e Caritas Diocesaninterventi di ristrutturazione
  • attività di animazione e vicinanza alle famiglie sfollate e colpite dal sisma
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