Un terremoto devastante, in un paese già segnato da problemi sociali e umanitari rilevanti, a causa delle vicende politiche che l’hanno caratterizzato negli ultimi anni. Il sisma che ha colpito le regioni settentrionali e nord-occidentali del Venezuela nel tardo pomeriggio del 24 giugno (ovvero nella notte italiana del 25 giugno) ha provocato danni ingenti e un doloroso bilancio di vittime (oltre 235 morti accertati, più di 4.300 feriti, circa 42.000 dispersi), che di ora in ora si va appesantendo.
La drammaticità dell’evento e la rilevanza delle sue conseguenze umanitarie hanno determinato la rapida mobilitazione della rete internazionale Caritas, dopo aver raccolto l’appello della Caritas e della Chiesa del paese latinoamericano. Particolarmente grave è la situazione nel Distretto della capitale Caracas e soprattutto negli stati di La Guaira, Falcón, Carabobo, Yaracuy, Aragua, Miranda, Trujillo e Lara. Il vescovo di La Guaira, monsignor Pablo Modesto González Pérez, ha inviato una testimonianza angosciante: «Siamo senza elettricità e siamo stati tutti colpiti. Molti edifici della città, e il seminario e molte chiese hanno subito danni critici».
Fin dalle prime ore successive al sisma, Chiesa locale e Caritas parrocchiali hanno aperto le porte delle strutture non danneggiate. Lo ha confermato l’arcivescovo di Caracas, monsignor Raúl Biord Castillo, spiegando che diverse «comunità parrocchiali hanno accolto persone affinché potessero trascorrere la notte» con un minimo di protezione e supporto.
Caritas Internationalis ha annunciato uno
stanziamento iniziale di 100 mila euro per sostenere i primi interventi di emergenza,
in collaborazione con Caritas Venezuela e la sua rete di circa 30 mila volontari.
Caritas Ambrosiana, che come sempre opererà in coordinamento con la rete internazionale tramite Caritas Italiana,
ha deciso di effettuare un primo stanziamento di 20 mila euro e di avviare una raccolta fondi, con la causale Emergenza terremoto Venezuela, alla quale invita fedeli e cittadini a prendere parte. Essa finanzierà non solo interventi d’urgenza, ma anche l’opera di accompagnamento sociale, di ricostruzione e di sviluppo comunitario che sarà condotta nel medio-lungo periodo, sulla base di progetti che verranno definiti e comunicati.
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