Fondo Famiglia Lavoro

Nelle parrocchie arrivano gli “Esperti del lavoro” per aiutare i disoccupati a rimettersi in gioco.

Il Fondo Famiglia Lavoro si riorganizza per rendere più facile l’incontro tra domanda e offerta di impiego.

In 18 mesi, 57 assunzioni al termine dei tirocini formativi.

Cappelletti, imprenditore: «ho trovato la persona che stavo cercando. L’ho potuta mettere alla prova e alla fine l’ho assunta»


Sarà più facile per gli imprenditori e i disoccupati usufruire del Fondo “Diamo Lavoro”, lo strumento di politica attiva del lavoro messo a punto da Caritas Ambrosiana sulla scorta dall’esperienza del Fondo Famiglia Lavoro della Diocesi di Milano.

Il Fondo Famiglia Lavoro (FFL) “Diamo Lavoro”, assunto in maniera stabile da Caritas Ambrosiana che lo ha gestito fino ad ora come misura straordinaria di contrasto agli effetti della crisi economica, ha dato vita in questi mesi a un radicale programma di riorganizzazione allo scopo di favorire l’incontro tra chi offre lavoro e chi lo cerca.

Il tazebao elettronico, l’Esperto del Lavoro e i Tutor
Dopo una fase di sperimentazione è oggi disponibile una piattaforma informatica, una sorta di tazebao elettronico.
Da un lato, la piattaforma permette alle aziende che si sono registrate al Fondo e sono state autorizzate, di avere accesso, direttamente nel pieno rispetto delle nome sulla privacy, ai profili delle persone che nel territorio cercano di rientrare nel mercato del lavoro o, nel caso dei giovani, di entrarvi per la prima volta. Dall’altro, sul tazebao elettronico chi possiede i requisiti e vuole entrare in azienda come tirocinante, può candidarsi a ricoprire le posizioni scoperte facendosi aiutare dagli “Esperti del Lavoro”.

Gli “Esperti del lavoro” sono l’anima del FFL Diamo Lavoro. Presenti nei 63 punti di raccolta delle domande, istituiti presso i centri di ascolto Caritas o i patronati Acli, gli esperti del lavoro, sono per chi si è ritrovato senza occupazione, come dei “Virgilio”. Ex imprenditori, sindacalisti in pensione, professionisti aiutano chi ha perso il posto di lavoro a ritrovare la via per ricollocarsi. Lo staff è composto da 150 persone. Coadiuvate ognuna da un gruppo di coordinamento territoriale hanno il compito di incontrare i candidati al Fondo, verificare le loro competenze e motivazioni, scrivere i profili ed immetterli nel sistema.

A questo punto entra in gioco una seconda figura, il “Tutor di prossimità”. Il “Tutor”, un operatore della Fondazione San Carlo, partner di Caritas Ambrosiana nella gestione del Fondo Famiglia Lavoro Diamo lavoro, assiste il candidato durante il colloquio con l’imprenditore e, se l’esito è positivo, propone al consiglio del Fondo la domanda per attivare il tirocinio formativo.

Il candidato che ne beneficia, percepisce per tutto il periodo fino ad un massimo di 6 mesi, un’indennità di partecipazione pari a 500 euro mensili per un impegno di 30 ore settimanali, oltre ai buoni pasto giornalieri come previsto dalle norme che disciplinano i tirocini formativi di tipo extra-curricolare. L’imprenditore, che accede alla misura, è sollevato da qualsiasi onore finanziario e procedurale, poiché i costi e gli adempimenti sono sostenuti dal Fondo Diamo Lavoro alimentato dalle donazioni dei cittadini e dei fedeli delle parrocchie.

I requisiti per accedere al Fondo Diamo Lavoro
Possono usufruire dei tirocini offerti dal Fondo tutte le persone disoccupate successivamente al mese di luglio 2015, domiciliate nel territorio della Diocesi di Milano, con un figlio a carico convivente. Inoltre ne possono beneficiare anche giovani fino a 24 anni che vivono in famiglia.
Sul fronte delle imprese, possono aderire tutte le aziende, di qualsiasi settore e dimensione, purché abbiano delle sedi della propria attività nel territorio della Diocesi di Milano (province di Milano, Monza, Lecco, Varese, parte delle provincie di Como e Bergamo).

I primi risultati
Fino ad ora gli “Esperti del Lavoro” hanno profilato più di 773 candidati e accolto la domanda di registrazione sulla piattaforma di 210 aziende singole e 18 associazione di categoria. In questo modo, in 18 mesi (da settembre 2017, quando sono iniziate le prime erogazioni a marzo 2019) hanno potuto attivare 178 tirocini come impiegati (25), addetti alla ristorazione (47) e alla logistica (34), nel campo dei servizi alla persona (40) e dell’edilizia (12), come operatori del commercio (20).  
Tra i quelli già terminati, 57 hanno portato ad un’assunzione.

Isham, nato in Marocco, da 20 anni in Brianza, oggi lavora invece alla Lyma International di Orsenigo in provincia di Como, impresa familiare che produce tessuti stampati. Entrato in azienda come tirocinante per occuparsi del magazzino, dopo l’estate è stato assunto a tempo indeterminato. «Ho avuto la possibilità di conoscere Isham, di metterlo alla prova, senza sopportare costi e sprecare tempo. Terminato questo periodo, ho capito che il candidato che mi avevano proposto era la persona giusta per quella posizione e l’ho preso con me», assicura l’amministratore delegato Maurizio Cappelletti.

«Si tratta di una scommessa a tre: quella del lavoratore, quella del datore di lavoro e la nostra. Per tutti e tre c’è un margine di rischio ma finora possiamo dire di essere stati ripagati», sottolinea Luciano Gualzetti, direttore di Caritas Ambrosiana.

Il Fondo amministra attualmente un patrimonio di 2 milioni di euro che si alimenta continuamente con le donazioni. Per contribuire gli estremi sul sito www.fondofamiglialavoro.it
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