Apre il centro diurno “Bassanini-Tremontani”

SOTTO LA STAZIONE CENTRALE DI MILANO APRE
IL CENTRO DIURNO “BASSANINI-TREMONTANI”
UN’OASI DI SERENITÀ PER CHI VIVE IN STRADA

DOCCE, LAVANDERIA, MA ANCHE LABORATORI E UNA WEB-RADIO

DELPINI: «UN LUOGO PER TORNARE A VIVERE»

SALA: «UN NUOVO SEGNALE DI SOLIDARIETÀ»

GUALZETTI: «ABBIAMO RACCOLTO L’EREDITÀ DI FRATEL ETTORE. ORA INIZIA LA SFIDA PIÙ DIFFICILE: BATTERE LO STIGMA».

CRISOSTOMO: «UN ESEMPIO DI COLLABORAZIONE TRA TERZO SETTORE, AZIENDE E ISTITUZIONI»

FOSTI: «UNO SPAZIO IN CUI TROVA DECLINAZIONE
LA PAROLA COMUNITÀ»


Sotto i binari della Stazione Centrale di Milano, in via Sammartini 116, ha aperto i battenti il centro diurno polifunzionale “Antonio Bassanini e Alessandra Tremontani”.

Reso possibile dalla collaborazione tra Caritas Ambrosiana, Rete Ferroviaria Italiana Gruppo FS Italiane, Fondazione Cariplo, Enel Cuore e la famiglia Bassanini, il nuovo servizio offrirà alle persone senza dimora l’occasione per prendersi una pausa dalla fatica della vita di strada.

Vi potranno accedere gli ospiti del Rifugio Caritas, l’ostello per senza tetto che sorge proprio accanto, ma anche le persone gravemente emarginate senza distinzione di sesso o nazionalità che vivono in città e che vogliono trascorrere qualche ora della giornata in un ambiente confortevole e in un clima di serenità.

Il centro, grande quasi 400 metri quadrati, è stato realizzato all’interno di un tunnel ferroviario adibito a magazzino e poi dismesso. I lavori di ristrutturazione hanno reso possibile la creazione di ambienti destinati a diverse attività. Sotto il soffitto a volta della struttura originaria si sviluppano due grandi sale polifunzionali, una al piano terra e l’altra su di un soppalco, dalle quali si accede alla sala ristoro, alla lavanderia, agli uffici e ai bagni.   

Gli ospiti potranno venirci a prendere la colazione, fare la doccia, lavare i vestiti e stirarli. Ma avranno anche l’opportunità di fermarsi a leggere il giornale, vedere un film, partecipare ad uno dei tanti laboratori che saranno proposti: teatro, ceramica, informatica.

Prendersi cura di sé, della propria persona (dall’igiene, all’alimentazione) e riconquistare spazi di vita normale saranno gli obiettivi prioritari di questo luogo, poiché ritrovare fiducia in sé stessi, scandire la giornata secondo orari regolari, riscoprire le proprie competenze sono il presupposto per ogni percorso di reinserimento nella società e nel mondo del lavoro.

Tecnicamente il centro diurno “Bassanini-Tremontani” sarà un servizio “a bassa soglia”. Non sarà, quindi, previsto nessun filtro di accesso, se non quello dettato da comportamenti inadeguati. L’ingresso potrà avvenire spontaneamente o su indicazione dei vari servizi di Caritas, oppure su vero e proprio invio da parte di altri enti pubblici e privati. Insieme a questa prima accoglienza, il servizio offrirà ai frequentatori più assidui anche attività più strutturate volte alla promozione umana.

A gestire il servizio sarà un’equipe di 5 operatori part time e un gruppo di volontari. Ma il centro sarà aperto alla città. Molte delle iniziative in programma si svolgeranno grazie alla collaborazione del quartiere. Saranno anche ospitate attività degli abitanti del quartiere in particolare per gli anziani.

Un primo segno di questa apertura è la decisione di trasferire nel nuovo centro la sede di Radio Piazzetta, la web-radio di chi vive in strada, diffusa sulla piattaforma shareradio. In un locale è già stato allestito lo studio di registrazione a disposizione dei redattori per il loro programma settimanale: uno spazio di autoespressione ma anche di servizio per le persone gravemente emarginate durante il quale gli stessi senza dimora si scambiano informazioni su mense, dormitori e opportunità offerta dalla città.

Con il centro diurno “Bassanini e Tremontani” si compie anche un percorso iniziato il 16 dicembre 2011 con l’inaugurazione del Rifugio Caritas, il dormitorio aperto proprio nello stesso luogo dove per decenni Fratel Ettore ha dato accoglienza ai diseredati, un simbolo della Milano solidale visitato da Madre Teresa di Calcutta quando nel 1979 venne in città.
 
In dieci anni il Rifugio Caritas ha offerto 130mila pernottamenti e colazioni a 1500 persone.
Per molti il passaggio dal Rifugio è diventata un’occasione di ripartenza.

«Questo centro non è un luogo per accamparsi, ma uno spazio per ritrovare la voglia di tornare a vivere – ha detto l’Arcivescovo di Milano, mons. Mario Delpini -. Auspico che qui nasca quell'interazione tra chi offre e riceve sostegno che è fondamentale perché non solo nessuno si salva da solo, ma nessuno è necessariamente solo un salvato: ciascuno con quel poco o tanto che ha, deve salvarsi in maniera attiva. La logica della Caritas è sempre stata questa: rispondere a un bisogno, ma con una reciprocità che non lascia passivo chi riceve un aiuto».

«Questo nuovo spazio di accoglienza della Caritas aperto in via Sammartini 116, proprio accanto al nostro Centro Aiuto Stazione Centrale al 120 - ha detto il Sindaco di Milano, Giuseppe Sala - è un ulteriore segnale di solidarietà e concretezza rivolta a poveri e senzatetto e contribuisce alla costruzione di una rete di assistenza e di accompagnamento ad una nuova possibilità, a ricevere ascolto e vicinanza. Ringrazio Caritas Ambrosiana per questa nuova importante iniziativa che dopo la storica esperienza di Fratel Ettore e del suo rifugio, rinnova la propria presenza in questa zona».

«Abbiamo voluto dare continuità all’opera di Fratel Ettore nei suoi spazi perché pensiamo, come lui, che le persone senza dimora sono nostri compagni di viaggio con cui condividiamo lo stesso destino - ha spiegato Luciano Gualzetti, Direttore di Caritas Ambrosiana -. Da un punto di vista laico, i clochard andrebbero considerati per quello che sono, cittadini: creare oasi di solidarietà e accoglierli è un dovere per una città – ha continuato il direttore -. Questo luogo offrirà servizi essenziali ai senza tetto, la cui necessità è emersa con grande evidenza proprio durante i mesi della pandemia di Covid, quando nelle strade desertificate dal lockdown erano rimasti solo loro perché non avevano una casa dove stare. Ma questo posto si prefigge anche un obiettivo più ambizioso: contribuire ad eliminare lo stigma che colpisce i gravemente emarginati. Questa sfida per esser affrontata ha bisogno però della collaborazione di tutte le forze sane della città, a cominciare da quelle del quartiere. Per questo oggi con questa inaugurazione chiudiamo un capitolo e ne apriamo un altro».   

«La realizzazione del nuovo centro diurno della Caritas Ambrosiana è un esempio concreto di cosa sia possibile fare quando terzo settore, istituzioni pubbliche e aziende private uniscono le forze per dare una risposta efficace ed innovativa alle fragilità sociali - ha dichiarato Michele Crisostomo, Presidente di Enel Group ed Enel Cuore Onlus -. Il nuovo Centro è pensato non solo per dare sostegno materiale a chi è in difficoltà, ma per rompere l’isolamento, in modo che, attraverso l’inclusione e la partecipazione, si riaccenda la dignità della persona. Enel Cuore è impegnata per far sì che iniziative come questa siano sempre più diffuse sul territorio. Nel ripartire, non possiamo perdere di vista la centralità delle persone, di tutte le persone, consapevoli che la ripartenza sarà piena solo se saremo capaci di riallacciare i fili spezzati della socialità proprio dove il disagio economico e sociale colpisce di più».

«Quello che inauguriamo oggi è un luogo in cui la parola comunità trova una sua declinazione reale, fatta di persone, di spazi e di relazioni. Il centro si inserisce tra i punti di accoglienza nati dall’intuizione di Fratel Ettore, che ha dedicato la propria vita ai più fragili, ed è frutto di un’alleanza speciale tra pubblico, privato e privato sociale che ha permesso di aggregare risorse ed energie attorno a questo progetto. Attraverso servizi essenziali e relazioni con operatori e volontari, qui le persone che vivono la quotidianità della strada avranno la possibilità di riconquistare fiducia e spazi di vita normali, tornando a sentirsi parte della comunità», ha detto Giovanni Fosti, Presidente Fondazione Cariplo.
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EDITORIALE

Del Direttore: 
Luciano Gualzetti



 
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