Aggiornamento indicazioni Coronavirus per i Servizi Caritas

Nel perdurare della situazione di diffusione del Coronavirus nel nostro territorio, al fine di salvaguardare la salute di tutti, cerchiamo di continuare a garantire, nel limite del possibile e nel rispetto della disponibilità delle persone coinvolte, i servizi essenziali alle persone in difficolta a cui ci rivolgiamo e per le quali l’attuale situazione può essere fonte di ulteriori problemi.

Le autorità invitano le persone più anziane, soprattutto coloro che sono affette da patologie cardiovascolari, respiratorie, metaboliche e che deprimono il sistema immunitario, a restare il più possibile in casa. Questo invito da una parte toglie risorse al volontariato Caritas, dall’altro aumenta il numero di persone che potrebbero aver bisogno di vicinanza (anche solo una telefonata) o di un auto per sbrigare piccole incombenze quotidiane. Questo deve spingerci a mettere in moto la “fantasia della carità”.

I Coronavirus sono trasmessi da persona a persona, di solito dopo un contatto stretto con una persona che può avere sintomi anche lievi (tosse, raffreddore, febbre) o che nel periodo di incubazione (da 2 a 14 giorni) può essere ancora asintomatica.  Per contatto stretto si intende un contatto fisico diretto (per esempio una stretta di mano) oppure essere stati vicini, a meno di due metri e per più di 15 minuti, ad una persona affetta da Covid-19. In queste condizioni il virus contenuto nelle goccioline del respiro delle persone infette può arrivare a bocca, naso, occhi di una persona sana attraverso saliva, tosse, starnuti o mani contaminate (non ancora lavate).
Pertanto ci sembra importante ribadire l’assoluta necessità di evitare assembramenti, code, soste nelle sale d’attesa, circostanze in cui più persone rimangano a contatto in spazi circoscritti, rispettando nello svolgimento delle attività le norme igieniche indicate dalle autorità sanitarie e riassunte in allegato.

Per quanto riguarda i servizi:

1) Centri di ascolto e sportelli: l’ascolto può essere garantito anche attraverso il telefono o per via digitale e occorre favorire la reperibilità almeno telefonica del Centro di ascolto se non ne è possibile l’apertura. Quando l’incontro è opportuno e non procrastibile occorre fissare appuntamenti singoli sincerandosi che le persone che si presenteranno non abbiamo sintomi respiratori e nel caso, se possibile, rimandarli al proprio medico di base.

2) Mense: evitare le code all’ingresso e la permanenza nei locali chiusi senza mantenere le distanze di sicurezza fra le persone.

3) Distribuzione viveri, empori, botteghe solidali, guardaroba: evitare le code all’ingresso e la permanenza di più persone in spazi ristretti, fissando appuntamenti per le operazioni di “spesa”.

4) Accoglienza notturna: è auspicabile garantire il servizio per evitare che le persone rimangano in strada esponendosi ed esponendo altri a possibili rischi. In questo periodo sarebbe altresì auspicabile estendere l’accoglienza notturna anche durante la giornata per aumentare la sicurezza delle persone accolte e degli operatori. All’ingresso si invita ad attuare una valutazione da parte di una figura sanitaria che giudichi l’idoneità all’accoglienza e le eventuali misure da porre in atto verso coloro che presentano febbre e sintomi respiratori in ottemperanza alle indicazioni delle autorità sanitarie (isolamento, segnalazione).

5) Doposcuola e scuole di italiano: restano chiusi per tutto il periodo di sospensione delle attività scolastiche.
In generale occorre consigliare a tutte le persone che presentano febbre e/o sintomi respiratori di rimanere al proprio domicilio e di farsi dare indicazioni telefoniche dal medico di fiducia.

Rimaniamo in attesa di nuove indicazioni rispetto all’evolversi della situazione, invitiamo tutti ad attenersi alle ulteriori indicazioni Sindacali del proprio Comune di appartenenza e a concordare con il proprio parroco/referente la valutazione di sospendere o modificare le modalità con cui il servizio viene garantito.

Ricordiamo, infine, che tentativi di truffa o raggiro legati all’emergenza vanno segnalati alle Forze di Polizia.

L’Arcivescovo ci invita a considerare anche l’emergenza come occasione per intensificare la relazione con Dio. Senza ingigantire la situazione, senza cedere agli allarmismi, ma cogliendo l’occasione per sentirsi parte di una comunità che sa inventare nuove forme di prossimità, sollecitudine e generosità verso i più deboli.

Con questa speranza, ringraziamo per il senso di responsabilità con cui operatori e volontari Caritas stanno affrontando la situazione e rimaniamo a disposizione per qualunque chiarimento al numero 02.760371

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Della Direzione: don Paolo Selmi ed Erica Tossani



 

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