Opere segno proponibili dalle comunità parrocchiale e/o decanale
Opere segno proponibili dalle comunità parrocchiale e/o decanale
La comunità cristiana parrocchiale e/o decanale, ha l'opportunità di sostenere le persone con disagio psichico e i loro familiari, attraverso altre opere-segno che siano seme di fraternità sul territorio diocesano.
Proponiamo tre percorsi di solidarietà sul modello di alcune esperienze pioneristicamente presenti in alcune comunità della diocesi di Milano.
- il club
- lo sportello di ascolto
- servizio di prossimità
Il club
Gli obiettivi del club sono quelli di accogliere il bisogno relazionale e di tempo libero della persona che presenta problematiche relative al disagio psichico È uno spazio di condivisione dove giovani con o senza disagio psichico s'incontrano per organizzare il tempo libero e organizzare differenti attività.
Il club non vuole e non deve essere l'alternativa a servizi pubblici, ma si propone come un luogo dove persone con disagio psichico possano sentirsi parte della cittadinanza e non utenti. Il club può avere caratteristiche simili ad altri gruppi parrocchiali come quello della terza età o il gruppo giovani che svolgono attività singolarmente ma anche, in base alla disponibilità di ognuno, partecipano alla vita della comunità con iniziative, feste e momenti di convivialità. Il club può porsi come attore territoriale ed interlocutore del servizio pubblico attraverso il supporto delle associazioni di volontariato dei familiari e della Caritas Decanale e/o parrocchiale.
E' sostenuto dai volontari, persone disponibili a seguire una breve formazione nel campo dell'ascolto e dell'accoglienza di persone che presentano disagio psichico e/o dei loro familiari.
Che fare concretamente per avviare questa esperienza?
1. La parrocchia e/o il Decanato decidono di avviare uno sportello per la Salute Mentale nell'ambito delle attività del centro di Ascolto;
2. Si definisce insieme alla Area Salute Mentale Caritas Ambrosiana un percorso di formazione per le persone che svolgeranno opera di volontariato presso il club;
3. Si avviano percorsi di sensibilizzazione attraverso incontri aperti alla cittadinanza del territorio;
4. Si contatta la rete dei servizi pubblici e del volontariato territoriali dedicati alla salute mentale per intessere una rete informativa e relazionale;
5. Il servizio viene presentato agli enti e alle associazioni del territorio che non espressamente si occupano di salute mentale;
6. Pubblicizzazione sul territorio della comunità e organizzazione di serate per informare le persone e sensibilizzare sulla tematica della salute mentale.
7. Si organizzano incontri formativi specifici per i volontari che sosterranno le attività del Club e si prevedono momenti di accompagnamento e verifica con l'Area Salute mentale Caritas Ambrosiana.
Lo sportello di ascolto
Vuole accogliere in modo specifico i bisogni della persona con disagio psichico e dei familiari indirizzati dai Centri di Ascolto. Lo Sportello trova spazio nella sede del centro d'ascolto, definendo un orario specifico dove le persone possano telefonare o recarsi per porre il loro problema. Compito del volontario è quello di ascoltare e dare informazioni pratiche sui servizi per la salute mentale presenti sul territorio. Nel caso in cui vi saranno difficoltà sarà possibile far riferimento alla Area Salute Mentale di Caritas Ambrosiana
Lo Sportello è gestito da volontari che, dopo una specifica formazione nel campo dell'ascolto competente, promuovono l'accoglienza delle domande dei sofferenti psichici e dei loro familiari.
Che fare concretamente per avviare questa esperienza?
1. La parrocchia e/o il Decanato decidono di avviare uno sportello per la Salute Mentale nell'ambito delle attività del centro di Ascolto.
2. Si definisce insieme alla Segreteria Salute Mentale Caritas Ambrosiana un percorso di formazione per le persone che svolgeranno opera di volontariato presso lo sportello.
3. Si avviano percorsi di sensibilizzazione sul territorio.
4. Si contattano i servizi pubblici e privati del territorio per creare una rete informativa e di rapporti.
5. Si avvia lo sportello mantenendo un contatto con la Segreteria Salute Mentale Caritas che garantirà, ciclicamente, un momento di supervisione ai volontari.
6. Sarà data la possibilità di confrontarsi, ciclicamente, con la Segreteria Salute Mentale Caritas Ambrosiana sui temi emersi nel corso dell'opera di volontariato cristiano.
Servizio di prossimità
Ha lo scopo di accogliere e dare risposte concrete ad alcuni bisogni della vita quotidiana che per vari motivi vengono tralasciati dai servizi di assistenza e che in ogni caso sono insiti nel buon vicinato come il recarsi a fare la spesa, l'acquisto di capi d'abbigliamento oppure bere un te e chiacchierare. Svolgere alcune di queste attività, infatti, per le persone con disagio psichico e per i familiari spesso risulta difficoltoso. I volontari coinvolti in questa attività, dopo un percorso di formazione specifico e dopo essersi coordinati all'interno di un progetto di sostegno, hanno la possibilità di sostenere alcune delle situazioni sopra citate.
Che fare concretamente per avviare questa esperienza?
1. La parrocchia e/o il decanato decidono di avviare un servizio di prossimità per persone con disagio psichico
2. Si definisce con la Segreteria Salute Mentale Caritas Ambrosiana un percorso di formazione dei volontari del servizio di prossimità.
3. Si avviano percorsi di sensibilizzazione sul territorio.
4. Il gruppo di volontari raccoglie le domande arrivate attraverso i sacerdoti, religiosi e centri d'Ascolto. Si definiscono insieme progetti di sostegno individualizzati in base alla situazione presentata.
5. Ogni volontario mensilmente riporterà al gruppo le attività svolte e le difficoltà avute e i dati positivi. Insieme si deciderà come accompagnare al meglio le persone.
6. Sarà data la possibilità di confrontarsi, ciclicamente, con la Segreteria Salute Mentale Caritas Ambrosiana sui temi emersi nel corso dell'opera di volontariato cristiano.