10 anni di SCE

 


Il 15 dicembre è una data importante, da segnare in rosso sul calendario.

Nel 1972 il Parlamento approvò la prima legge che permetteva agli obiettori di coscienza di svolgere un servizio civile sostitutivo al servizio militare per motivi morali, religiosi e filosofici.
Nel 2004, pochi mesi dopo che il Parlamento mise fine alla leva obbligatoria, Caritas Ambrosiana iniziò a sperimentare un nuovo percorso, inviando il primo gruppo di sette volontarie in quattro Paesi del sud del mondo. 


Da allora il Servizio Civile all’Estero, che noi chiamiamo amichevolmente SCE, non ha più avuto sosta e in 10 anni sono ormai 113 i giovani che hanno deciso di investire un anno della loro vita in progetti dedicati alla costruzione di relazioni di pace, a volte anche in realtà di crisi complesse.
 
Il Servizio Civile Internazionale in realtà è nato grazie ad una prima sperimentazione avviata nel giugno del 2003 dagli ultimi obiettori di coscienza in servizio. Sette “pionieri” che hanno aperto la strada ad un progetto ancora oggi attuale.
 
I volontari, selezionati attraverso un Bando di Concorso pubblico, hanno affiancato 15 partner locali in 13 Paesi di 4 diversi continenti.
 
Il progetto, che dal 2008 ha preso il nome “Impronte di Pace”, coinvolge giovani con un’età media di 25 anni, laureati o operatori nel settore socioeducativo, che si sono formati grazie ad esperienze di volontariato sociale sia in Italia che all’estero.


Il progetto, aperto a tutti i giovani residenti nel territorio nazionale, ha coinvolto volontari provenienti da 14 regioni del Paese (il 54% del totale dalla Diocesi di Milano).
Caritas Ambrosiana, fin dall’inizio, ha rivolto l’attenzione soprattutto alle capacità umane e relazionali del volontario, allo spirito di servizio e all’assunzione di uno stile di presenza che mettesse al centro iniziative di promozione umana. 

Ai giovani proponiamo di sperimentare nel quotidiano uno stile di presenza che sia testimonianza di sobrietà, di rispetto della cultura e delle situazioni di povertà delle popolazioni locali. L’ascolto, l’osservazione e il discernimento sono per noi metodo di relazione, condizioni indispensabili per poter conoscere i bisogni che le persone e le comunità esprimono.
 
Il rapporto con i partner locali è fondato sulla reciprocità intesa come relazione orizzontale e di reciproco arricchimento, sulla gradualità nell’intensità e nella modalità di relazione.
 
E proprio per questo motivo, abbiamo chiesto ad alcuni “partner storici” di raccontarci, attraverso un breve scritto e qualche immagine conservata nei loro archivi, che cosa ha significato per loro accogliere i volontari italiani.

Trame boliviane, testimonianza di Heydi Campos,Caritas Cochabamba

Cafasso House, Kenya, testimonianza di Sister Rachael Soria

Dieci anni, tessendo “reti” tra Italia e Nicaragua, Alex ed Enrique González, Redes de Solidaridad

Centro di attenzione specifica il Güis, Nicaragua, testimonianza di Marta Rodríguez.

I volontari italiani in Moldova, Igor Belei, Missione Sociale Diaconia

Ad ognuno dei 9 gruppi avviati, abbiamo offerto un percorso di formazione molto articolato che si sviluppa in sessioni residenziali, incontri consulenziali e visite di approfondimento. Abbiamo chiesto una testimonianza anche a Matteo Zappa, responsabile della formazione dei volontari, che condivide con l’equipe di progetto l’accompagnamento dei giovani prima della partenza, durante il rientro intermedio e nella valutazione finale.

Insieme, in viaggio verso una cultura di condivisione, Matteo Zappa, Caritas Ambrosiana

La storia del Servizio Civile all’Estero è ricca di incontri, episodi, storie, immagini che i volontari hanno raccontato in un blog che oggi raccoglie oltre 1.000 post!



Non possiamo che augurarci di proseguire questa formidabile esperienza che permette “ai giovani in servizio civile all’estero di esprimere la politica estera del nostro Paese” (Luigi Bobba, Sottosegretario di Stato del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali con delega alle politiche giovanili e al servizio civile).
 
Noi ce la mettiamo tutta e ci auguriamo che il prossimo progetto “Impronte di pace 2015” venga presto approvato: le sedi storiche (Nicaragua, Bolivia, Libano e Moldova) e le nuove sedi (Haiti, Kenya e Georgia) aspettano già i nuovi 18 volontari che speriamo di poter presto selezionare!
 
Sergio Malacrida, responsabile Servizio Civile all’Estero
insieme ai responsabili Davide Boniardi (America Latina), Maurizio Maffi (Africa) e Alberto Minoia (Medioriente)


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