SCE 2015:Bolivia

PROGETTO DI SERVIZIO CIVILE ALL'ESTERO

"IMPRONTE DI PACE 2015" - BANDO 2014



PAESE: BOLIVIA
SEDE DI REALIZZAZIONE: COCHABAMBA
NUMERO VOLONTARI RICHIESTI: 2


IL CONTESTO

L’arcidiocesi di Cochabamba, sede di riferimento in Bolivia per il seguente progetto, si trova nell'omonimo dipartimento boliviano e si estende su 13 delle 16 province dello stesso, eccetto le province di Carrasco, Mizque e Campero.
Secondo i dati Rapporto sullo Sviluppo Umano 2013 dell’UNDP, la Bolivia conferma la sua 108° posizione in questa classifica stilata su 187 Paesi del mondo, con il 14% della popolazione boliviana in condizioni di estrema povertà (di cui 1,9 milioni sono bambini) e il 45% della popolazione che vive al di sotto della linea di povertà.
Se osserviamo i due dati statistici che per antonomasia definiscono la concentrazione della ricchezza e la sperequazione nella popolazione, il coefficiente di Gini (57,3) e il rapporto tra il quintile più ricco e quello più povero della popolazione stessa (21,8), notiamo come in realtà la realtà boliviana è paragonabile ai paesi più poveri del mondo dell’Africa sub-sahariana. E’ la conferma del profondo gap tra l’area rurale e quella urbana, tra latifondisti e detentori dei grandi capitali da un lato e della maggioranza della popolazione dall’altro.
Per quanto riguarda il settore educativo, i dati nazionali riportano, ad esempio, che solo un 92,7% dei bambini finisce il primo anno scolastico, mentre il 75,6% finisce l’ottavo anno. Secondo il rapporto UNDP del 2011 sullo sviluppo umano, il 90,7% della popolazione sopra i 15 anni che sa leggere e scrivere; la spesa educativa pro-capite nella scuola primaria ammonta a 435$ contro i 6.347$ in Italia (dati del 2010).

Continua ad esistere una forte disparità tra i sessi, a causa di modelli di genere ultra-tradizionali. L’essere uomo o donna presuppone norme sociali che definiscono ruoli poco flessibili; il tasso di alfabetismo degli uomini è pari al 96%, mentre quello delle donne è dell’86%. La donna si trova spesso a subire violenze, maltrattamenti psicologici e fisici; l’integrazione della donna nel lavoro è ancora lontana, soprattutto nell’area rurale.
Nonostante la Nuova Costituzione garantisca un sistema di salute “universale, gratuito, equo, interculturale, partecipativo, con efficacia, efficienza e controllo sociale …“ (art.18 Cost.), la spesa per la salute pro capite è molto bassa. Ammonta a 128$ pro capite contro i 2.022 in Italia (dati UNDP 2010) e le possibilità d’accesso al sistema sanitario sono limitate.
Il livello di violenza, sostanzialmente legato al narcotraffico, registra drammatiche manifestazioni interne alle famiglie. Nel 2008 si è calcolato un aumento del 5,4% dei maltrattamenti in ambito familiare, un grande problema in Bolivia che, in realtà, nasconde una percentuale molto più alta poiché raramente questi crimini sono denunciati. Anche in questo caso, donne e minori sono coloro che soffrono le conseguenze di questa difficile situazione.
La Bolivia di questi ultimi anni esprime appieno i pesanti problemi sociali del continente: una sfida dagli esiti incerti, con le scelte radicali del suo governo e i continui conflitti sociali sulla richiesta di autonomia delle ricche zone della “Mezzaluna” (Santa Cruz, Beni, Pando e Tarija) e sulla gestione delle risorse del suolo e del sottosuolo del Paese, la cui soluzione è complicata anche dal forte problema della corruzione. 





IL PROGETTO: AREA DI INTERVENTO e OBIETTIVI

Promozione sociale del territorio


Si occupa di promuovere lo sviluppo delle attività dei comitati Caritas parrocchiali e, nel contempo, educare e incrementare la partecipazione attiva al volontariato, in particolare nei centri e nei servizi alla persona della diocesi, per creare una fitta rete di sostegno sociale in risposta alle condizioni di povertà della popolazione del dipartimento di Cochabamba (ad esempio riguardo a violenza famigliare, minori abbandonati, anziani in difficoltà, dipendenze da sostanze, ecc.).

I principali obiettivi perseguiti sono:
  • affiancare la costituzione di nuove Caritas parrocchiali;
  • sviluppare un’analisi sistematica dei bisogni e delle risorse del territorio della diocesi;
  • rafforzare l’operato dei comitati delle Caritas parrocchiali;
  • costituire percorsi di volontariato per i giovani;
  • sensibilizzare al volontariato e incrementare il numero di volontari coinvolti.

 


 

L’area di Promozione Sociale del Territorio promuove la lotta alla povertà, la denuncia delle ingiustizie e la solidarietà nella comunità, puntando, come scritto nel Piano strategico diocesano 2010 – 2020, all’organizzazione nelle parrocchie di Cochabamba di Caritas parrocchiali, ovvero di luoghi che stimolino l’attenzione verso il prossimo, puntando al fatto che progressivamente riescano a farsene carico direttamente o attraverso l’intervento di altri soggetti (pubblici e della società civile), favorendo un lavoro sinergico di collaborazione e di rete.
Nel medio periodo si punta a che ogni parrocchia organizzi la propria Caritas parrocchiale la quale sappia attivare opere di carità e assistenza (superando però l’assistenzialismo), sensibilizzando la comunità alla solidarietà, in modo tale da risvegliare la coscienza della persona umana in tutte le sue dimensioni, perché possa essere protagonista attiva del suo sviluppo. Sicuramente la parrocchia è il luogo dove più facilmente si può realizzare l’incontro con i bisognosi, dove si può toccare con mano la realtà sociale e dove con più facilità si possono concretizzare iniziative concrete che si traducano in valore sociale per la comunità.

A livello diocesano un’equipe è incaricata di accompagnare la formazione o il rafforzamento delle Caritas parrocchiali; si punta anche ad una mappatura delle povertà esistenti sul territorio e delle risorse presenti in grado di fornire una risposta o un orientamento a tali necessità.
 

 

RUOLO DEI VOLONTARI

Il primo periodo bimestrale sarà dedicato alla conoscenza del contesto, della realtà locale e degli interventi realizzati dalla controparte locale.
Verrà proposto a ciascuno dei due volontari di prendere visione di tutte le attività previste dal progetto, attraverso un affiancamento agli operatori diocesani locali e ad alcuni volontari e responsabili parrocchiali. Successivamente verrà elaborato un piano di lavoro che, valorizzando attitudini ed abilità personali, distinguerà gli ambiti di intervento tra i due volontari che diventeranno sempre più operativi e specifici.
Ad entrambi verrà richiesta una particolare attenzione a documentare e sistematizzare le attività svolte, tanto per migliorare le prassi operative locali quanto per favorire un’attività di sensibilizzazione in Italia. Ai volontari potrebbe venire richiesto di favorire la comunicazione e la promozione delle attività della Commissione Caritas e delle altre commissioni, coadiuvando la responsabile e altri incaricati della nascente Commissione Comunicazione, anche in un'ottica di promozione del volontariato.

All'interno della Commissione delle Caritas Parrocchiali, i volontari diventeranno progressivamente parte del lavoro dell'equipe inserendosi nei diversi momenti previsti (organizzativi, assembleari, formativi, ...) a livello specifico e diocesano (assemblea annuale, campagna di Urkupiña di raccolta fondi annuale, ...). Insieme alla responsabile dell'equipe e al direttore Caritas individueranno una o più parrocchie dove affiancheranno e contribuiranno sul campo a rafforzare i comitati Caritas parrocchiali


Una parte del servizio sarà dedicata ad un "intervento diretto alla persona", potendo scegliere tra alcuni dei centri diocesani per minori e/o per disabili con i quali Caritas Cochabamba sta collaborando in un'ottica di coordinamento, rete sinergica e ricerca di volontari boliviani e stranieri.
A titolo esemplificativo citiamo la Ciudad de los niños. Si trova nella zona nord di Cochabamba. Ospita circa 120 bambini e adolescenti dai 3 ai 18 anni rimasti orfani o che hanno gravi problemi familiari, garantendo loro affetto, sostentamento e istruzione fino al termine del ciclo di studi superiori. La comunità è organizzata in casette dove i bambini vivono con uno o più educatori ai quali fanno riferimento. Proprio come un piccolo villaggio, al suo interno, oltre alle casette, ci sono la chiesa, le scuole, i campi da gioco, il teatro, ecc. Le scuole della Ciudad – materna, elementare, media e superiore ad indirizzo tecnico – sono frequentate anche da circa 800 bambini e ragazzi esterni e offrono quindi un importante servizio alla periferia nord di Cochabamba.
 

Infine i volontari avvieranno uno studio di fattibilità per la realizzazione dei campi di lavoro estivi, progetteranno la formazione dei volontari locali e coordineranno i giovani della Diocesi di Milano che parteciperanno alle attività.
 


 

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