Mercoledì 25 settembre a Bihać, Bosnia ed Erzegovina, IPSIA (Istituto Pace Sviluppo Innovazione Acli) ha inaugurato la “Casa della crescita per giovani menti. Centro di protezione per le categorie giovanili vulnerabili”, una struttura realizzata grazie al generoso contributo del governo italiano attraverso l'Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS) e con il contributo e il supporto del Comune di Bihać e di Caritas Ambrosiana.
“Questa nuova struttura rappresenta un significativo passo avanti nella protezione e nel sostegno dei giovani più vulnerabili della nostra comunità. La Casa della Crescita per Giovani Menti si pone l'obiettivo di fornire un ambiente sicuro e accogliente dove i giovani possano trovare supporto, educazione e opportunità per un futuro migliore, e proprio per questo sarà dedicata alla memoria del caro amico Adriano Poletti, che insieme ad amici e colleghi diede inizio all’avventura di IPSIA in Bosnia ed Erzegovina”, queste le parole di Silvia Marone, capoprogetto e coordinatrice dei progetti di IPSIA in Bosnia ed Erzegovina.
“Sentirsi a casa richiama già in sé uno spazio in cui ci si sente al sicuro e a proprio agio. L’obiettivo di questo intervento non è però solo quello di offrire uno luogo, ma soprattutto una proposta educativa all’interno di una comunità e di una città. Offrire una “casa” ai più vulnerabili è il segno di una comunità che pensa a tutti e al proprio futuro. Se si parte da chi ha meno tutti ne beneficeranno, se si offre uno spazio di crescita e di protagonismo a chi ha un presente più difficile si immagina un futuro migliore per tutti” ha sottolineato Marco Calvetto, presidente di IPSIA presente all’inaugurazione.
La Casa della crescita per giovani menti sarà rivolta principalmente ai minori stranieri non accompagnati (MSNA) presenti sulla Rotta Balcanica e ai minori a rischio locali, con una capacità di 32 posti letto.
Questo nuovo luogo di accoglienza è realizzato nell'ambito del progetto BRAT - Balkan Route: Accoglienza in Transito – AID 012590/02/7, un'iniziativa triennale promossa da IPSIA in ATS con Caritas Italiana e Croce Rossa Italiana, avente come partner locali l'associazione Emmaus, Caritas BiH, e la Società di Croce Rossa della BiH, che si occupa del fenomeno migratorio in Bosnia ed Erzegovina ponendosi come obiettivo di contribuire a facilitare una migrazione ordinata, sicura e responsabile nel paese, in linea con gli obiettivi di sviluppo sostenibile, in particolare con il 10.7.
Il progetto BRAT interviene nelle tre aree del paese maggiormente interessate dal flusso migratorio: il Cantone di Tuzla, il Cantone di Sarajevo e il Cantone di Una Sana al confine con la Croazia.
IPSIA in Bosnia Erzegovina è presente nel territorio del cantone dell'Una-Sana fin dal 1997 con interventi immediatamente successivi al conflitto e strettamente connessi alla ricostruzione di abitazioni danneggiate dalla guerra, l’assistenza psicopedagogica alle vittime di guerra e la costruzione di impianti sportivi.
Negli anni a seguire i progetti si sono rivolti principalmente allo sviluppo sociale con una forte attenzione ai giovani tentando di dare forma alla ricostruzione del tessuto economico e della proposta turistica legata alle bellezze naturalistiche della valle della Una.
Con l’emergenza legata alla migrazione lungo la Balkan Route a partire dal 2018
IPSIA è intervenuta sia con interventi umanitari che di supporto psico-sociale mantenendo una forte attenzione al tema dell’inclusione nella comunità locale, alla sensibilizzazione delle giovani generazioni, la promozione del volontariato, in linea con quanto da sempre fatto in questo contesto.
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Causale: Safe House Bihac - Bosnia
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