Luogo: El Obeid - Diocesi di El Obeid (Sudan)
Obiettivi:
OBIETTIVO GENERALE
Ridurre la morbilità e la mortalità associate ai disturbi mentali e di migliorare l'accesso ai servizi di assistenza sanitaria mentale tra le popolazioni interessante, anche affrontando lo stigma sociale che circonda la salute mentale nel contesto sudanese.
OBIETTIVO SPECIFICO
Promuovere l'educazione alla salute mentale attraverso programmi di follow-up per i pazienti e la realizzazione di corsi di formazione mirati per il personale infermieristico del Mother of Mercy Hospital.
Contesto:
Il Mother of Mercy Hospital (MMH) è un ospedale missionario cattolico appartenente alla diocesi di El Obeid situato a Gidel, nel sud del Kordofan, in Sudan. Fondato nel marzo del 2008 su richiesta dei leader politici e della comunità locale, rappresenta oggi il principale ospedale di riferimento per l’intera regione dei Monti Nuba, fornendo un'ampia gamma di servizi sanitari a oltre un milione di persone distribuite in un territorio vasto e difficile da raggiungere. L’ospedale opera con risorse limitate, sia in termini strutturali che di personale. Attualmente lo staff conta 28 persone, per lo più infermieri generici e ostetriche, supportati da assistenti infermieristici formati direttamente sul campo. I Monti Nuba sono una regione remota e sottosviluppata del Sudan, caratterizzata da scarsi indicatori di salute pubblica e carenti servizi sanitari. Nel 2011 è scoppiata la guerra nei Monti Nuba tra l’SPLM-N e il governo sudanese. La guerra è ancora in corso e la gente sta lottando per l'autodeterminazione. Il protrarsi del conflitto ha avuto gravi conseguenze sulla salute mentale della popolazione: i traumi legati alla guerra hanno determinato un significativo aumento dei casi di disagio psichico. Tuttavia, il MMH ha al momento una capacità limitata di trattare questi pazienti, essendo un ospedale generale senza unità psichiatrica e infermieri psichiatrici qualificati. Al momento, a causa della mancanza di personale qualificato, ci si occupa solo dei casi clinici. È stata creata una piccola unità, non specificamente attrezzata, ma che sta svolgendo un ruolo importante nel fornire supporto. La formazione del personale è fornita da Suor Ani'ta Chaiga, che ha competenze sia infermieristiche che cliniche e ha un’esperienza quindicennale in salute mentale presso l'ospedale psichiatrico Butabika di Kampala, in Uganda. Inoltre, un operatore clinico dell’MMH sta completando la propria formazione specialistica nello stesso ospedale ugandese, con rientro previsto per luglio.
Progetto:
A Gidel i pazienti con disturbi mentali sono spesso percepiti come un peso per le famiglie e un problema per la comunità. Per tale motivo, il MMH ha avviato un programma per il trattamento psichiatrico domiciliare e comunitario, in un contesto particolarmente complicato.
La gestione dei farmaci, in particolare, rappresenta una sfida importante per l'ospedale, aggravata dalla necessità di formare e aggiornare gli infermieri che si occupino di questi casi sia in ospedale che a casa, migliorando l'aderenza della terapia.
Il supporto a questo programma è perciò fondamentale al fine di rafforzare la salute mentale della regione colpita dalla guerra. Infatti, un trattamento adeguato consente ai pazienti di recuperare funzionalità sociale, riducendo l’impatto (anche economico) sulle famiglie e sulla comunità.
Le attività previste:
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Formazione di 20 infermieri del MMH sul trattamento dei disturbi mentali. Il corso verrà svolto da due facilitatori guidati dal neoformato responsabile clinico psichiatrico. La prima fase si svolgerà da metà luglio a dicembre 2025, per poi riprendere l'anno prossimo da marzo a dicembre 2026 (oggetto di questa proposta).
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Cura e follow up dei pazienti nelle comunità.
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Attività all'aperto come formazione sulle abilità sociali e assistenza professionale per il reinserimento nella società.
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Sostegno ai bisogni primari dei pazienti.
I risultati attesi sono i seguenti:
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L'80% dei pazienti che necessitano di servizi di salute mentale vengono assistiti nei loro villaggi trimestralmente.
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Educazione alla salute mentale e follow-up dell'80% dei pazienti psichiatrici nelle comunità visitate trimestralmente.
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Riduzione dell'80% del carico sull’ospedale attraverso la formazione e l’invio di un maggior numero di operatori sanitari e infermieri nelle comunità per essere più vicini ai pazienti.
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Miglioramento del 50% del coinvolgimento della comunità nel programma di salute mentale, andando gradualmente a superare lo stigma e le idee sbagliate sulle malattie mentali.
Importo da finanziare: 4.740 euro
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Causale: Micro n° 2495/25 - Sudan: salute mentale nei monti Nuba
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