FFL: dare continuità al metodo di lavoro
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Lanciato nel Natale 2008 dal cardinale Dionigi Tettamanzi, il Fondo Famiglia Lavoro ha raccolto fino ad oggi 14 milioni di euro, ha coinvolto più di 600 volontari che all’interno delle Caritas parrocchiali e dei circoli Acli hanno dato vita a 104 distretti nei 74 decanati della Diocesi.
Per tre anni gli operatori hanno accolto e accompagnato le famiglie che hanno chiesto aiuto, garantendo continuità alla struttura organizzativa e facendosi promotori sul territorio, insieme ad altri, di iniziative che hanno integrato e sviluppato l’intenzionalità del Fondo Famiglia Lavoro. Questa organizzazione territoriale ha consentito alla generosità di molti di arrivare a destinazione, con intelligenza e senza sprechi. Grazie alla sollecitazione del Fondo, che chiedeva una riflessione sulle cause della crisi e insieme un’azione di aiuto integrativa, sono nate sul territorio molteplici e differenziate esperienze di solidarietà e condivisione. Progetti che vedono la collaborazione tra istituzioni civili, parrocchie, associazioni e semplici cittadini e che ci aiutano a sperare nel fatto che una comunità solidale e responsabile sia possibile. Interventi semplici, concreti ma che dicono che il territorio è cresciuto nella capacità di progettare. Ha imparato a coinvolgere soggetti diversi. Sa perseguire sempre più una logica integrativa e non sostitutiva. E’ capace di leggere il bisogno, insieme alle competenze e le risorse che ogni contesto può offrire. E’ sempre più consapevole che il fine ultimo del suo agire è quello di far si che tutti si sentano responsabili di tutti.
Ora si tratta di mettere a sistema questa capacità creativa, strutturare, dare continuità, non lasciare che le iniziative restino esperimenti isolati. Attività sperimentate con successo in alcuni territori, possono trovare maggiore forza ed essere quindi ancora più efficaci, se sono condivise, se diventano oggetto di confronto, di riflessione comune.
L’istituzione del Fondo ha messo in moto una collaborazione intra ecclesiale, in particolare tra Caritas e ACLI, e un lavoro di rete fra “centro” e “periferia” che ha saputo tenere insieme una progettualità condivisa a livello diocesano e una prossimità concreta a livello territoriale pur nella disomogeneità che caratterizza la nostra Diocesi. Una disomogeneità che è al tempo stesso un limite e una potenzialità. Diversità di risorse, di capacità organizzativa, di bisogni, di contributi, di iniziative… Una diversità che si colloca nella logica della mutualità, che richiama l’idea della reciprocità, della cooperazione, della coesione al di là della prossimità fisica.
Ora occorre sviluppare questa progettualità a sostegno delle famiglie colpite dalla crisi che ha saputo tenere insieme una rete di ascolto e di accompagnamento territoriale (preesistente all’istituzione del Fondo, ma che attraverso questa esperienza si è consolidata) con una “regia” diocesana che consente di finalizzare gli aiuti senza deresponsabilizzare la comunità locali.
SVILUPPARE L’INTENZIONALITÀ EDUCATIVA: PROMUOVERE PERCORSI VIRTUOSI DI RIAVVICINAMENTO AL LAVORO
La crisi continua a manifestare la sua gravità e ci chiede lo sforzo di andare oltre la superficie di una comprensione puramente economica. La crisi che stiamo vivendo affonda le sue radici nel più vasto orizzonte del senso stesso delle scelte fondamentali della vita, in particolare, la fiducia tra le persone e il rapporto con i beni economici. Solo da un rinnovamento complessivo, delle scelte personali e familiari fino a quelle istituzionali, può nascere il “nuovo” che tutti attendiamo e non soltanto un “rimedio”. Nessuno può pensare di farcela da solo. Occorre collaborare in modo organico, condiviso attraverso relazioni costruttive, orientate al bene di tutti. La crisi sarà occasione di intelligenza e di azione responsabile solo se saprà rimettere in gioco l’idea di libertà come responsabilità. Il richiamo alla sobrietà, alla responsabilità e alla solidarietà da declinare singolarmente, comunitariamente e politicamente deve tradursi in una sapienza umana che ci rende più attenti all’essenziale.
È evidente che attività di contrasto alla crisi non possano esaurirsi in forme pur intelligenti di integrazione del reddito. Occorrono interventi sul fronte del lavoro, del sistema di welfare, delle relazioni familiari e comunitarie.
QUATTRO DIFFERENTI TIPOLOGIE DI INTERVENTO
L’aggravarsi degli effetti della crisi sull’occupazione rende necessari interventi di accompagnamento mirati nei confronti di chi rischia di non riuscire a ricollocarsi autonomamente sul mercato del lavoro. Interventi che prevedano, innanzitutto, l’attivazione e l’impiego di tutte le possibili risorse del territorio.
In quest’ottica la seconda fase del Fondo Famiglia Lavoro dell’Arcidiocesi di Milano, promossa dall’Arcivescovo Cardinale Angelo Scola intende articolare la logica prettamente erogativa, che ha caratterizzato fino ad ora la sua attività, in quattro differenti tipologie di intervento:
1. la promozione di percorsi di orientamento, formazione e riqualificazione professionale attraverso l’azione diretta di Fondazione S.Carlo o tramite il coordinamento di altri soggetti territoriali (Enaip ed altri);
2. l’attivazione di interventi di microcredito che amplino le opportunità già in essere, finalizzati alla realizzazione e al sostegno di attività economiche, attraverso l’azione di Fondazione San Bernardino e sulla base di specifici accordi con le banche;.
3. l’erogazione di contributi economici a fondo perduto tendenzialmente residuali rispetto alle altre due opzioni qui sopra delineate;
4. la costituzione di un fondo mutualistico a favore di persone che non godono di nessuna forma di tutela sociale. Questa quarta tipologia di intervento è ancora in fase di studio e di definizione.
Qui di seguito vengono precisati i criteri e le modalità di segnalazione delle persone per una valutazione dei possibili percorsi di reinserimento lavorativo, interventi di microcredito o, in alternativa, erogazione di contributi economici a fondo perduto.
CRITERI E MODALITÀ DI SEGNALAZIONE
Gli interventi previsti dalla seconda fase del FFL sono rivolti a persone che:
• risultino ad oggi prive di occupazione,
• siano disoccupate di breve periodo (luglio 2011),
• abbiano almeno un figlio a carico.
Gli operatori dei Distretti dovranno incontrare, presso le proprie sedi, le persone che rispondono ai requisiti richiesti attraverso un colloquio finalizzato alla conoscenza dell’ esperienza lavorativa e della situazione economica del nucleo familiare per poter proporre un percorso il più possibile personalizzato di riavvicinamento al mondo del lavoro o, in alternativa, di sostegno economico attraverso lo strumento del microcredito o l’elargizione a fondo perduto.
Sarà quindi importante invitare le persone a:
• individuare gli elementi che hanno caratterizzato il proprio percorso lavorativo e formativo evidenziandone sia gli aspetti positivi che le criticità (è utile anche venire a conoscenza delle modalità di ricerca del lavoro utilizzate dalla persona),
• ricostruire la composizione del proprio bilancio familiare analizzando in particolare la situazione debitoria.
Nel corso di questo colloquio occorrerà valutare, prima di tutto, le possibili risorse locali attivabili. Solo in assenza di alternative locali si procederà alla segnalazione della persona attraverso la compilazione di un’apposita scheda di presentazione, la stesura di una relazione di accompagnamento (che riporti le osservazioni dell’operatore in particolare rispetto al percorso lavorativo e formativo della persona accolta) e l’acquisizione del curriculum vitae (aiutando eventualmente la persona a costruirlo e/o precisarlo).
E’ bene che nella scheda di presentazione e nella relazione di accompagnamento gli operatori dei Distretti esprimano il proprio orientamento rispetto alle tre possibili opzioni di intervento (formazione, microcredito o erogazione a fondo perduto) confrontandosi con il Centro di ascolto di appartenenza e il Parroco della Parrocchia di residenza della persona incontrata.
Nell’esprimere questo parere è bene considerare che:
1. per la formazione è fondamentale la motivazione della persona a sostenere l’impegno richiesto;
2. per il microcredito è vincolante la capacità di restituzione (che è collegata alla presenza di una fonte di reddito all’interno del nucleo familiare e/o alla sostenibilità dell’attività economica che la persona intende realizzare);
3. per l’erogazione a fondo perduto è determinante l’assenza di altre forme di tutela.
Individuato un primo nucleo di persone occorre far pervenire le schede di presentazione, le relazioni di accompagnamento e i relativi cv alla Commissione decanale del Fondo Famiglia Lavoro (costituita dal Decano o un suo delegato, dal responsabile della Caritas decanale e da un referente delle Acli) per un ulteriore parere e una valutazione complessiva delle possibili risorse locali attivabili, in alternativa alla segnalazione al Fondo diocesano, che gli operatori dei Distretti non avessero individuato in sede di colloquio.
Le candidature confermate dalla commissione decanale dovranno essere trasmesse (possibilmente in formato elettronico), a partire dalla fine del mese di giugno, alla Segreteria del Fondo Famiglia Lavoro. E’ bene che ogni commissione decanale individui una persona di riferimento a cui comunicare gli esiti delle richieste.
La Segreteria del Fondo valuterà le proposte dei Distretti e, a seguito della ratificazione da parte degli organismi di gestione del Fondo, potrà avviare tre differenti percorsi.
1. Percorsi di orientamento e formazione professionale
Per le situazioni candidabili a percorsi di orientamento/formazione verranno fissati degli incontri di gruppo con operatori della Fondazione S. Carlo e di Siloe. Nel corso di questi incontri verranno precisati tempi e modalità della proposta e le persone effettivamente interessate verranno invitate a sottoscrivere una “dichiarazione di disponibilità”. Per coloro che risulteranno idonei il percorso proseguirà attraverso un colloquio individuale con gli operatori della Fondazione S. Carlo utile a definire il percorso personalizzato che potrà prevedere orientamento, formazione/riqualificazione direttamente attraverso Fondazione S. Carlo o con il supporto di altri Enti con analoghe finalità disponibili sul territorio (Enaip ed altri). Durante il percorso che durerà indicativamente sei mesi, le persone riceveranno un’indennità economica, collegata al rispetto del progetto personalizzato sottoscritto. Il percorso si concluderà con un tirocinio in azienda, con l’affiancamento nella ricerca attiva del lavoro e, qualora si verificassero le condizioni, con l’inserimento occupazionale.
2. Interventi di microcredito
Per le situazioni candidabili a interventi di microcredito verranno fissati dei colloqui individuali con operatori della Fondazione San Bernardino. Nel corso di questi colloqui verrà valutata la sostenibilità di prestiti personali finalizzati alla realizzazione e al sostegno di attività economiche fino a un massimo di 10 mila euro.
3. Erogazione di contributi economici a fondo perduto
Per le situazioni candidabili all’erogazione di contributi economici a fondo perduto (situazioni che non risultassero idonee né a percorsi di formazione/riqualificazione né a interventi di microcredito) la segreteria del Fondo valuterà, in accordo con il Distretto inviante, l’entità dell’elargizione e le modalità di erogazione della stessa. Il contributo economico verrà versato al Parroco della Parrocchia di residenza delle persona segnalata seguendo la procedura adottata nelle prima fase del Fondo.
PER SOSTENERE IL FONDO FAMIGLIA LAVORO
Oltre al lavoro volontario di tante persone e all’attivazione di strutture e enti già impegnati in questo percorso, le attività descritte necessitano di risorse economiche per essere condotte.
Per intraprendere la “Fase 2” del Fondo Famiglia Lavoro è stato messo a disposizione, quale dotazione iniziale 1.262.448 di euro: 500 mila euro destinati dal card. Scola e provenienti dall’8 per mille e 762.448 risultanti dall’avanzo di gestione della prima fase del Fondo Famiglia Lavoro.
Tutti sono chiamati a contribuire per implementare queste azioni di aiuto a beneficio di chi ha perso il lavoro.
Su www.fondofamiglialavoro.it tutte le informazioni sulla prima fase di intervento del Fondo Famiglia Lavoro.