Terremoto Lombok - Indonesia

Caritas Ambrosiana si unisce alle parole di cordoglio e alle preghiere di papa Francesco per le vittime del terremoto in Indonesia e, rispondendo all’appello della Caritas indonesiana, già presente sul territorio, stanzia i primi finanziamenti, pari a 25mila euro, per sostenere le operazioni di soccorso.
 
«Gli operatori già sul campo, ci raccontano di una situazione molto grave e complessa. Occorrerà tempo per valutare, progettare e intervenire con efficacia in un’area così delicata e particolarmente esposta al rischio sismico. Facciamo appello alla solidarietà dei fedeli e dei cittadini che abitano il territorio della diocesi di Milano per far giungere alle popolazioni colpite tutta la loro concreta vicinanza», sottolinea il direttore di Caritas Ambrosiana, Luciano Gualzetti. 
 
A quattro giorni dal terremoto di magnitudo 7.0 che ha colpito l'isola di Lombok in Indonesia, si fa sempre più chiara l’entità dei danni e la situazione drammatica che sta vivendo la popolazione dell’arcipelago orientale. Le vittime accertate, secondo il Governo locale, sono salite a 347, circa 156.000 persone sono rimaste senza casa e circa 2.500 quelle che sono state ricoverate per ferite gravi. Le autorità indonesiane hanno fatto evacuare via mare circa cinquemila turisti che si trovavano in tre piccole isole.
 
Karina/Caritas Indonesia è presente a Lombok con il suo gruppo di primo intervento della Caritas diocesana di Denpasar, composto da una decina di volontari. Questo team vedrà nelle prossime ore il supporto di altri volontari, provenienti dalle diocesi vicine e dalla capitale Jakarta, formati nel corso degli ultimi anni anche con l’aiuto di Caritas Italiana.
 
«Stiamo raccogliendo informazioni sui danni del secondo terremoto, dopo quello che ha colpito la stessa zona il 29 luglio scorso – spiega Yohanes Baskoro, responsabile dei progetti di Karina/Caritas Indonesia -. I volontari che arriveranno staranno sul campo almeno un mese in quanto ci aspettiamo che ci sia bisogno di loro per un lungo periodo. Attualmente abbiamo già distribuito 200 kit igienici ed altri saranno consegnati nelle prossime ore dopo un’analisi dei bisogni».
 
Baskoro racconta anche che i turisti evacuati da Lombok sono molti: «Il problema è che non ci sono abbastanza voli e mezzi di trasporto per spostare migliaia di persone tutte insieme – spiega –. Gli aerei dell’esercito fanno spola tra Lombok e Bali, ma ci vuole tempo. Noi al momento ci concentriamo nel dare aiuto ai sopravvissuti al terremoto in particolare nella zona a nord di Lombok».
 
Padre Banu Kurianto, direttore di Karina/Caritas Indonesia, aggiunge: «Oltre alle abitazioni e agli edifici pubblici, sono rimaste danneggiate dal sisma anche alcune chiese di Mataram. il nostro team di volontari ogni giorno individua nuove zone non ancora raggiunte da altre agenzie umanitarie».
Karina/Caritas Indonesia, come ci conferma il direttore, è impegnata in un progetto di aiuti di lungo respiro: «Oltre alle distribuzioni di cibo e di materiale da lavoro per pulire le macerie della distruzione – spiega padre Banu – stiamo già pensando ad un intervento di ricostruzione delle abitazioni, che nei prossimi mesi sarà probabilmente necessario avviare. E gli aiuti internazionali su questo saranno quanto mai fondamentali per una Caritas giovane come la nostra, anche se la generosità e la solidarietà locale è molto forte e presente in queste ore. Vogliamo inoltre avviare l’accompagnamento della Caritas diocesana di Denpasar, in modo da rafforzarne le capacità operative per possibili future emergenze».
 
L'Indonesia è ad alta intensità di terremoti perché si trova sul cosiddetto "Anello di Fuoco", la faglia che corre tutt'intorno all'Oceano Pacifico di cui fanno parte oltre la metà dei vulcani attivi nel mondo sul livello del mare. Già colpito dallo Tsunami del 2004, ogni anno il Paese è soggetto ad alluvioni, terremoti, incendi.
 
Caritas Italiana, è presente nell’arcipelago indonesiano con volontari in servizio civile e collabora con Karina/Caritas Indonesia nel supporto alle numerose emergenze naturali ma anche in molti progetti di sviluppo per il rafforzamento della resilienza delle comunità locali.
 
L’ennesima tragedia ha suscitato molta commozione in tutto il mondo.
 
In un telegramma di cordoglio inviato alle autorità ecclesiastiche e civili locali, Papa Francesco ha espresso «la sua sentita solidarietà a tutti coloro che sono stati colpiti da questa tragedia». In particolare, il Pontefice ha invitato a pregare «per il riposo dei defunti, la guarigione dei feriti e la consolazione di tutti coloro che soffrono per la perdita dei loro cari» e ha incoraggiato le autorità civili e le persone coinvolte negli sforzi di ricerca e soccorso «mentre assistono le vittime di questo disastro».
 
 
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Della Direzione: don Paolo Selmi ed Erica Tossani



 

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