Iraq: la rete Caritas interviene per aiutare la popolazione in fuga

Migliaia di Iracheni hanno abbandonato le loro case per sfuggire alla violenza che imperversa in gran parte del Paese. Le milizie radicali dello Stato Islamico dell’Iraq e del Levante (ISIS) stanno conquistando ampie fasce di territorio nella parte nord dell’Iraq dopo aver occupato Mosul nel mese di giugno.
La situazione è precipitata dopo che la città di Qaraqosh, con una larga parte della popolazione di fede cristiana, è caduta nelle mani degli estremisti causando un esodo di massa verso le città di Erbil, Dhuok e Sulaymanya dove la situazione è già compromessa dalla scarsità di viveri, medicinali e luoghi di accoglienza.
 
Nonostante le enormi difficoltà Caritas Iraq sta assistendo in queste zone circa 3.200 famiglie e si prepara ad aiutarne altre 1.000 grazie alla collaborazione delle chiese che hanno messo a disposizione tutte le strutture disponibili.
 
Solo negli ultimi giorni decine di migliaia di persone di fede cristiana o appartenenti alla minoranza etnica Yazidi sono fuggiti agli scontri tra curdi ed estremisti sunniti. A Mosul in tanti sono scappati dopo che dagli altoparlanti della moschea è stato diffuso il messaggio rivolto alle persone non musulmane di lasciare entro 12 ore la città o essere uccisi, convertirsi all’Islam o pagare la jizya (la tassa sui non musulmani).
 
La situazione appare drammatica anche nella pianura di Ninive dove le famiglie cristiane che vivevano nella zona sono state cacciate dagli estremisti dell’ISIS e ora sono in fuga senza alcun tipo di sostegno e aiuto.
 
La rete Caritas in Iraq e nei Paesi vicini sta lavorando alacremente per garantire il massimo del soccorso.
In Iraq la Caritas sta assistendo circa 1 milione e mezzo di persone, in Libano è partita l’accoglienza del fiume di famiglie cristiane irachene che scappano da Mosul e cercano di raggiungere famigliari e amici che vivono nel Paese, in Turchia la Caritas sta aiutando le famiglie che cercano di raggiungere i famigliari che vivono nel Paese.
 
La Caritas chiede a tutti di pregare per la solidarietà con i cristiani iracheni e per tutte le persone coinvolte in questo conflitto. Anche Papa Francesco ha lanciato il suo appello a “sollevare con una sola voce una preghiera incessante, implorando lo Spirito Santo di inviare il dono della pace”.
 
Anche la Diocesi di Milano promuove la Giornata di preghiera “Noi non possiamo tacere” indetta nel giorno della solennità dell’Assunta dalla CEI. Durante tutte le messe del 15 agosto i preti delle 1.107 parrocchie della Diocesi di Milano inviteranno i fedeli a pregare per la difficile situazione che vivono i cristiani in tutto il mondo. Il Cardinal Scola ha ribadito “la testimonianza di questi cristiani perseguitati rafforzi la nostra fede”.
Inoltre l’Arcivescovo di Milano ha rilanciato la disponibilità della Diocesi di Milano, attraverso la Caritas, ad accogliere i profughi attuando l’appello lanciato dal presidente della CEI cardinal Angelo Bagnasco.
 

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