Emergenza Tigray - Ultime notizie

 
A più di sei mesi dall’inizio della crisi nel Tigray, la regione più a nord dell’Etiopia al confine con Eritrea e Sudan, la situazione resta tesa nonostante le pressioni internazionali. Il conflitto è esploso a novembre 2020 tra forze federali e regionali a cui si è unita l’Eritrea in appoggio alle truppe federali etiopi aggiungendosi ad altre crisi, con cui l’Etiopia era alle prese, causate da sfollamenti, insicurezza alimentare, invasioni di locuste e dalla pandemia di Covid-19.
 


L’Alto commissario Onu per i diritti umani, Michelle Bachelet, a marzo ha dichiarato che le truppe etiopiche ed eritree sono responsabili di possibili «crimini di guerra e crimini contro l’umanità» nella regione. Secondo un rapporto dell’Ufficio delle Nazioni Unite per gli Affari Umanitari (OCHA), il primo ministro Abiy Ahmed ha riconosciuto che le truppe eritree avevano attraversato il confine con il Tigray, riconoscendo poi per la prima volta che “le atrocità, compreso lo stupro, erano state commesse e che gli autori sarebbero stati ritenuti responsabili.”
A febbraio gli scontri si sono ulteriormente intensificati ma, dopo vari appelli internazionali, è stato garantito l’accesso per portare aiuti umanitari. Alcuni gruppi hanno iniziato a rientrare nelle zone di origine, pesantemente colpite dal conflitto.
Secondo l’OCHA1 nel Tigray, già prima del conflitto, le persone che necessitavano di assistenza umanitaria erano 950.000, a maggio 2021 se ne stimano circa 5,2 milioni inclusi 2 milioni di sfollati sparsi nel Tigray.
 
Rispetto alla situazione più generale si confermano danni gravissimi alle infrastrutture soprattutto agli ospedali e ai centri di salute, alle scuole e alle strade; perdura la mancanza di elettricità; dove presenti vengono attivati i generatori ma per il costo alto l’utilizzo è limitato all’essenziale e le comunicazioni restano molto scarse; permangono la mancanza di medicine e di personale sanitario, la violazione dei diritti umani e l’estrema insicurezza. 
Si ha il timore che il tutto possa durare molto più di quanto si prevedesse all’inizio del conflitto, che sembra anche allargarsi in nuovi territori.
Si stanno aspettando anche le piogge che sono in ritardo su tutta la regione del Corno.
Se la stagione delle piogge fallisse, la dipendenza alimentare potrebbe proseguire per tutto il prossimo anno.
 

GLI INTERVENTI   (per vedere come contribuire leggi fino in fondo)

La Chiesa etiope coordina un forum al quale partecipano diverse organizzazioni cattoliche attive nella risposta emergenziale.
In particolare, Caritas Etiopia sta coordinando le attività del progetto Hope Emergency che sul posto sono implementate da diversi uffici diocesani.
Visto il perdurare del conflitto, gli scenari all’interno dei quali ci si muove cambiano continuamente e i beneficiari hanno identificato come bisogni prioritari e più urgenti la disponibilità di alimentari e di beni di prima necessità (farmaci, acqua, coperte, materassi, …).

Caritas Etiopia implementa il programma Hope nelle Eparchie di Adigrat in Tigray, Baherdar-Dessie nella regione Amhara e nel Vicariato di Soddo in Southern Nation Nationalities State.

Le attività in corso principalmente sono le seguenti:
distribuzione di alimenti, , distribuzioni di beni di prima necessità, soluzioni abitative temporanee (coperte, materassi o tappeti, piatti, pentole, posate, ecc.), cash transfer, trasporto di acqua 
(in collaborazione con CRS, Unicef, IRC).

Tra i beneficiari sono compresi sia gli sfollati per il conflitto, sia coloro che già vivevano nei campi (formali e informali) prima del conflitto, sia altre persone vulnerabili per condizione di età, disabilità, ecc. oppure colpite in precedenza da alluvioni o dalla devastante invasione di locuste dello scorso anno.
 
Dall’inizio del Programma fino ad aprile, dopo aver sottoscritto gli accordi necessari per operare e aver garantito accesso agli operatori degli uffici diocesani e di Caritas Etiopia, sono state implementate le prime attività più urgenti, raggiungendo i seguenti beneficiari:
  • Cibo e nutrizione: 8.800 bambini hanno ricevuto Famix (integratore alimentare per bambini) in Adigrat; 20.260 famiglie e 3.635 individui hanno ricevuto i primi aiuti alimentari nelle diocesi di Adigrat e Bahirdar-Dessie
  • Acqua: in Adigrat sono state distribuite 10 cisterne per la raccolta dell’acqua e, in collaborazione con UNICEF, IRC, CRS, sono stati riparati 65 sistemi idrici
  • Beni di prima necessità non alimentari: 10.908 famiglie e 360 individui sono stati assistiti con coperte, materassi e tappeti, lenzuola, kit per le donne, sanitizer, piatti, tazze nelle diocesi di Adigrat, Bahirdar-Dessie e Soddo
  • Cash voucher per l’acquisto di cibo, beni di prima necessità, acqua: 6.295 famiglie e 537 individui supportati nelle diocesi di Adigrat, Bahirdar-Dessie e Soddo
  • Attrezzi agricoli e sementi: distribuiti a 4.862 famiglie nella diocesi di Soddo

In alcune aree le persone sfollate non vivono nei campi, ma preferiscono rimanere nelle aree boschive/rurali per ragioni di sicurezza.

I problemi che si riscontrano riguardano anche chi vive nelle proprie case, in particolare per quanto riguarda la mancanza di cibo e di acqua; dove il cibo è poco disponibile i prezzi sono diventati altissimi, dopo l’arrivo dei primi convogli per le distribuzioni di cibo i prezzi in loco hanno iniziato a calare ma restano inaccessibili;

Vista la situazione di generale insicurezza, sono lasciate momentaneamente in sospeso la distribuzione di sementi e di coppie di capre come si prevedeva nella pianificazione iniziale.


LA CAMPAGNA DI RACCOLTA FONDI
 
Anche con una piccola donazione è possibile dare un contributo concreto alla popolazione del Tigray.
Ecco come:

Set di utensili da cucina per una famiglia
(piatto, tazza, pentola, secchio)
 
 10 €
Kit scolastico
 
 12 €
 
Integratore alimentare per un bambino malnutrito per un anno
 
 15 €
 
Kit di primo soccorso
 
 40 €
 
Cibo per una famiglia per un mese
 
 60 €
 
1 capra per fornitura latte a una famiglia
 
110 €
 


Le donazioni si possono effettuare con queste modalità:

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ALTRE MODALITÀ DI DONAZIONE
Conto Corrente Postale n. 000013576228 intestato a Caritas Ambrosiana Onlus - Via San Bernardino 4 - 20122 Milano
Conto Corrente Bancario
IBAN: IT82Q0503401647000000064700 presso il Banco BPM intestato a Caritas Ambrosiana Onlus
 
Causale: Emergenza Etiopia 2021 - Tigray

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