Negli scorsi giorni Caritas Gerusalemme ha lanciato un appello di emergenza dopo l’attenta valutazione delle necessità sul campo registrate dai propri operatori. Le oltre 140.000 persone accampate nei vari rifugi appaiono attualmente i soggetti più deboli e indifesi a cui portare aiuto.
Nonostante il grave pericolo che si corre nella striscia di Gaza gli operatori di Caritas, mettendo a repentaglio la propria vita, hanno condotto personalmente delle visite nei rifugi per comprendere come sta vivendo la gente e quali sono le necessità principali.

Come si vive in un rifugio a Gaza
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I rifugi sono generalmente scuole e la gente si sistema nelle aule dove solitamente si tengono le lezioni. Tutti usano i gabinetti della scuola anche se non sono adatti alle esigenze di una famiglia.
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L’elevato numero di famiglie in fuga rende le scuole sovraffollate e più di 100 persone sono costrette a vivere all’interno di un’unica aula.
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La carenza di materassi e lenzuola costringe molte persone a dormire direttamente sul pavimento.
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Per andare in bagno ci sono file interminabili.
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Molte dei rifugi sono completamente sprovvisti di ogni genere non alimentare in special modo di kit per l’igiene e la salute.

Dopo le visite degli operatori Caritas alle strutture si è scelta la strategia di intervento che ha puntato a risolvere i problemi legati a:
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carenza di kit igienici e le conseguenti malattie che si stanno diffondendo
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mancanza di materassi, cuscini e lenzuola
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mancanza di serbatoi per l’acqua potabile
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mancanza di vestiti di ricambio
Per questo motivo Caritas Gerusalemme ha iniziato da subito la distribuzione di kit igienico sanitari che sono andati a quasi 12.000 persone in collaborazione e su indicazione delle Nazioni Unite. Ogni kit è composto da sapone, shampoo, doccia schiuma, polvere per lavare i vestiti, detersivo per pavimenti, liquido disinfettante, tamponi femminili, asciugamani e stracci per la pulizia dei bagni.

Il problema più grande è le scorte dei primi kit distribuiti cominciano a terminare. Se la guerra dovesse continuare per le prossime settimane sarà necessario fornire questi beni alla popolazione una seconda volta e il numero di approvvigionamenti è destinato a crescere. Inoltre restano insoluti i problemi legati all’acqua, ai materassi e lenzuola e ai vestiti.
Per questo rinnoviamo la richiesta di sostegno a tutti coloro che vogliono dare una mano alla popolazione di Gaza.
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Causale: Emergenza Gaza
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