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Fra non molto le dispense si svuoteranno in molte più famiglie e arriverà lo tsunami della miseria — spiega
Luciano Gualzetti,
direttore della Caritas Ambrosiana. Le colf e le badanti che lavoravano a ore, quelli che facevano lavoretti in nero nei ristoranti, negli alberghi, chi integrava qua e là come babysitter, artigiani, contratti a chiamata, partite Iva che galleggiavano appena rischieranno di affondare». Purtroppo non si tratta soltanto di lavoratori «poveri», ma di una platea ampia e variegata come dimostra la storia di Giovanna, 52 anni, che fa i mestieri a ore nelle case degli altri. «Nessuno mi chiama più. Hanno paura che li infetti entrando nei loro appartamenti. Ma io non posso lavorare “smart”, lavare i pavimenti a distanza. Non ho ferie, non ho malattia, se non lavoro non mangio». Così per lei l’unica via di uscita è stata presentarsi a uno degli
Empori della Solidarietà dove la Caritas distribuisce cibo gratuitamente a chi è in difficoltà. In queste settimane l’utenza è aumentata del
50% e le stime sono in continuo aumento.
Foto ©Tiberio_Mavrici
Per stare vicino alle famiglie in difficoltà dall'inizio dell'Emergenza CoronaVirus ad oggi, gli
8 Empori della Solidarietà, della rete di Caritas Ambrosiana, hanno distribuito
5,5 quintali al giorno di generi alimentari. Rispetto al periodo precedente alla crisi, gli
aiuti sono in costante aumento e hanno raggiunto nell'ultima settimana una
crescita giornaliera media del 50%, ancora superiore a quella stimata nel primo periodo dell'emergenza. La consegna
di aiuti alimentari ha raggiunto 16.500 famiglie, grazie all’attività di 126 Centri di Ascolto, veri presidi sul territorio
che sono riusciti a tenere attivo il servizio nonostante le limitazioni imposte dall’emergenza sanitaria. Nella sola area della città
Milano ricevono aiuti alimentari più di
2.000 famiglie assistite dai centri di ascolto cittadini.
Foto ©Tiberio_Mavrici