La storia di Helena






Progetto grafico a cura di Lorenzo Peri
studente Civica Scuola Arte&Messaggio - Comune di Milano



Helena vive in un paesino vicino a Valona con la madre e due fratellini. Il padre è in carcere da quando ha dodici anni. La madre lavora come cameriera, ma la situazione economica è precaria. A sedici anni Helena va ancora a scuola, è brava, ha molti amiche e amici.
Sente addosso come un peso sempre più insopportabile la povertà della propria famiglia, ha già sentito di ragazze che hanno lasciato l’Albania e sono in Italia, lei crede, a vivere una vita certamente di diversa dalle sue misere prospettive.

Conosce e comincia a frequentare Bogdan, un ragazzo più grande di lei. La madre non vede di buon occhio la relazione della figlia, che vede studiare sempre meno, a volte si assenta per qualche giorno: non vorrebbe davvero vederla trascurare la scuola.
I litigi in casa si fanno accesi, Helena è sempre più insofferente: il suo ragazzo le prospetta l’idea di partire insieme per l’Italia, dove lui dice avere dei parenti che li aiuteranno...il loro sarà un nuovo inizio, realizzeranno i loro sogni e si sposeranno, promette lui.

Helena prova a parlane alla mamma, ma di fronte alla reazione spaventata e aggressiva di quest’ultima, decide di non dire più niente, e progetta a sua insaputa la partenza con fidanzato. Mancano pochi mesi alla maggiore età, aspetteranno che compia 18 anni e poi se ne andranno.
Helena parte di nascosto, arriva in Italia, a Milano, dopo un interminabile viaggio in autobus.

A Milano, Helena e Bogdan vengono ospitati in un appartamento dove vive il fratello di lui con la fidanzata.
I primi giorni volano veloci, Bogdan esce spesso di casa col fratello, mentre Helena non può, non parla Italiano, ma le dicono di stare tranquilla...
Dopo una settimana Helena scopre da Bogdan quello che deve fare (“non ci sono altri lavori” “non parli ancora la lingua” “abbiamo bisogno di soldi per stare qui” “ci sposeremo”).

Viene messa in strada, insieme alla fidanzata del fratello di Bogdan, che si prostituisce già da un anno.
Ogni giorno le portano in macchina in una zona industriale alla periferia di Milano, le riprendono a fine giornata, forniscono loro i preservativi necessari: Helena passa i primi giorni quasi sotto shock, non si rende ben conto di quello che le sta succedendo, e non riesce a “fare” nemmeno un cliente.
Dopo aver provato a convincerla “con le buone”, Bogdan comincia a minacciarla, e dalle minacce alle botte il passo è breve.

Una mattina, dopo pochi mesi dal suo arrivo in Italia, Helena chiede aiuto ad un cliente. È un ragazzo che ha già incontrato alcune volte; non si fida di lui, ma è più grande la paura di rientrare a casa, con pochi soldi, e ad aspettarla altre botte.
Grazie a lui scopre l’esistenza del numero verde antitratta: le operatrici in pochi giorni riescono ad incontrarla.

Oggi Helena vive in una comunità protetta lontano da Milano: le prime settimane sono state difficili. Helena ha faticato a convivere con le altre ospiti e ad avere fiducia nelle operatrici.
Ma oggi, dopo sei mesi, è decisamente più serena, ha riallacciato i rapporti con la madre, che la sostiene e la incoraggia a non lasciarsi andare.
Il sogno di Helena è di diplomarsi, trovare un lavoro, migliorare il proprio inglese per poter...viaggiare, come tutte le ragazze della propria età.

Segnala i casi sospetti di tratta di esseri umani e grave sfruttamento al Numero Verde Antitratta 800 290 290, attivo h24
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