Milano, Palazzo Marino, Sala Alessi, 9 ottobre 2014
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Lo sfruttamento sessuale è un fenomeno complesso e in costante trasformazione.
Fondamentale è affrontare il tema con un approccio multidisciplinare, che abbracci la sociologia, l’etica, l’economia, la criminalità economica. Si tratta di un tema da sempre oggetto di un dibattito ricco di contraddizioni, mai lineari, e sempre trasversali agli schieramenti politici.
Da sempre il fenomeno è colto sotto i suoi vari aspetti, anche opposti tra di loro: prostituzione vista come discriminazione, sfruttamento; prostituzione come lavoro - lavoro da regolamentare-, come fenomeno criminoso, prostituzione come libera scelta, prostituzione legata alla tratta, prostituzione come voce del prodotto interno lordo.
Rispetto ad altri tipi di sfruttamento, quello sessuale ha un’ulteriore peculiarità, quella di far riferimento a una dimensione culturale che ha a che fare con il rapporto tra i generi e la diversa modalità di esercizio della sessualità da parte degli uomini e delle donne. La prostituzione è quindi spesso tollerata ricorrendo al luogo comune che la vorrebbe “il mestiere più antico del mondo”, quasi a consolidare e confermare una consuetudine in base alla quale gli uomini avrebbero una necessità atavica nel ricorrere a prestazioni sessuali a pagamento, nell’eterna scissione della donna: da una parte moglie e madre, dall’altra prostituta.
Il Forum intende affrontare l’argomento, superando la superficialità che lo accompagna, spesso dettata da mancanza di conoscenza, innanzitutto per entrare nella complessa realtà del fenomeno e in secondo luogo per allargare la riflessione a orizzonti più ampi e profondi come le relazioni tra i generi, l’educazione, il rapporto denaro e potere. E in ultima analisi come sconfiggerla, che pare essere la cosa più difficile da realizzare.
Il convegno è promosso dal Forum permanente sulla prostituzione.
Fanno parte del Fourm: Caritas Ambrosiana, CGIL, CISL e UIL.
PERCHÉ UN FORUM
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Portare all’esterno di una ristretta cerchia di addetti ai lavori il dibattito che accompagna il fenomeno della prostituzione
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Promuovere un dibattito culturale che permetta di uscire dalla povertà dei luoghi comuni di cui il tema della prostituzione è spesso portatore
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Allargare la riflessione anche a tematiche più ampie rispetto al solo fenomeno della prostituzione, che riguardino la relazione tra i generi, l’educazione ad una sessualità responsabile, il rapporto denaro/potere
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Approfondire le motivazioni che soggiacciono al fenomeno della prostituzione, anche dal punto di vista della domanda
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Offrire uno spazio/laboratorio di riflessione su temi che riguardano la prostituzione e quanto attiene a questo fenomeno, nello sforzo di approfondire il confronto sul piano culturale e valoriale
COME
Il Forum, volendo essere un laboratorio, si propone di adottare un approccio interdisciplinare e multiculturale, che permetta di mettere a confronto diversi saperi di tipo filosofico, giuridico, sociale, psicologico, antropologico… in grado di fornire un contributo significativo al dibattito con l’obiettivo di incidere sulle scelte politiche e sociali.
POSIZIONI COMUNI
Come organizzazioni proponenti siamo partite dal presupposto che sia da valorizzare la libertà di non prostituirsi; alcune persone, infatti, rivendicano come libera la scelta di prostituirsi, ma di fatto sono molti gli elementi e i condizionamenti che spingono alla prostituzione e che rendono il concetto di libertà molto relativo (si pensi a chi “sceglie” di prostituirsi per sopperire a deprivazioni economiche proprie e dei familiari).
Partiamo da alcune posizioni comuni condivise:
- il corpo non è una merce e come tale non è suscettibile ad essere oggetto di compra-vendita
- lotta al traffico di essere umani a scopo di sfruttamento sessuale
- lotta allo sfruttamento della prostituzione
- la riaffermazione della libertà dei comportamenti sessuali messi in atto privatamente, verso i quali lo stato non deve mettere in atto un ruolo normativo
- il non riconoscimento del tentativo di contrapporre la prostituzione “buona”, quella invisibile, a quella “cattiva”, visibile/di strada
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"Oltre i luoghi comuni"