Il Comune annuncia che non taglierà più i fondi sui minori

Siamo lieti di apprendere che gli interventi sui minori saranno garantiti. Dalle ultime dichiarazioni dell’assessore alle Politiche Sociali, Pierfrancesco Majorino si deduce, infatti, che il Comune, pur in un momento di grave difficoltà economica, deve essere riuscito a trovare le risorse necessarie per retrocedere dai tagli che aveva annunciato agli enti gestori dei servizi, attraverso comunicazioni ufficiali dei propri funzionari.
 
Per il momento, tuttavia, ciò che è dato sapere è che nei prossimi mesi rischiano di essere fortemente penalizzati i minori che frequentano i centri diurni e beneficiano degli interventi di assistenza domiciliare, misure che proprio in una strategia preventiva potrebbero - se seriamente perseguite - non solo garantire una maggiore efficacia del sistema di tutela, ma anche consentirne una maggiore efficienza, evitando interventi più drastici e onerosi come l’inserimento in comunità.
 
Ad esempio, alcune cooperative che gestiscono i centri diurni, come si evince dai documenti ufficiali, avranno a disposizione dal mese di luglio appena il 30% delle risorse spese nel primo semestre. Ciò costringerà a ridurre significativamente la frequenza dei minori utenti dei centri, anche a rischio di pregiudicare la stessa “incisività” degli interventi, come riconosce esplicitamente lo stesso Comune.  E non solo in alcuni quartieri, ma in modo generalizzato sull’intera città a quanto ci risulta dagli operatori.
 
I funzionari del Comune hanno comunicato, sempre in sede ufficiale, anche un forte ridimensionamento degli interventi di assistenza domiciliare. La conseguenza sarà che gli operatori potranno dedicare a ogni minore un numero inferiore di ore. Si può immaginare con quali conseguenze sul piano dell’efficacia dell’azione educativa.
 
Tuttavia, le ultime affermazioni dell’assessore Majorino, proprio in merito ai centri diurni e agli interventi domiciliari e a “nuovi interventi innovativi e assolutamente aggiuntivi”, ci fanno sperare in un ripensamento e in una nuova organizzazione del sistema di tutela che noi, da tempo, auspichiamo.

 

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