Breaking the rules: l'azzardo non è un gioco

Tre dadi a molte facce. Fiches da 100 mila euro, per provare a recuperare il milione perduto. Un mago. Una scimmia… E alla fine vince comunque il banco, perché l’azzardo è così: congegnato sulla base di regole matematiche, per cui a lungo andare si perde. Inesorabilmente. Ci vorrebbe una magia, per rovesciare l’equazione. Ma nella realtà, per definizione, la magia non trova posto.
 
Breaking the Rules è il gioco da tavolo educativo e cooperativo realizzato da Caritas Ambrosiana, con la consulenza della società di comunicazione della scienza Taxi 1729, e presentato questa mattina nella sede dell’organismo diocesano. «Educativo non vuol dire noioso – hanno specificato in apertura di mattinata Costanza Pestalozza (Sportello dipendenze di Caritas Ambrosiana) insieme a Diego Rizzuto e Michele Bellone (in rappresentanza di Taxi 1729) –. Abbiamo pensato alla forma del gioco, con la sua semplicità e insieme complessità, con la sua capacità di coinvolgere sia razionalità che emozioni, uno strumento non banale, non moralistico, con solide basi matematiche, per raggiungere soprattutto le giovani generazioni (ma non solo) e renderle consapevoli della pericolosità dell’azzardo. Chi vorrà, inquadrando i Qr code presenti nella confezione da gioco, potrà approfondire le ragioni scientifiche che stanno alla base di questa convinzione».
 
Testato in primavera alla fiera Fa’ la cosa giusta, il gioco da tavolo prodotto da Caritas (nella scheda, le sue caratteristiche) è stato affrontato per la prima volta nel corso di una partita che, al tavolo centrale, ha avuto per protagonisti (nella foto) la scrittrice, conduttrice radiofonica e blogger Claudia de Lillo, l’attore Germano Lanzoni, il giornalista e conduttore televisivo Rai Paolo Maggioni e il Vicario generale della Diocesi di Milano, monsignor Franco Agnesi. L’attore Franz (del duo comico Ale&Franz) ha sfidato a un altro tavolo uno dei due direttori di Caritas Ambrosiana, don Paolo Selmi. Mentre l’altra direttrice, Erica Tossani, si è misurata al terzo tavolo con alcuni operatori sociali e pastorali.


Non è un divertimento

I motivi per cui Caritas ha deciso di puntare su un gioco da tavolo, per segnalare meccanismi e rischi del gioco d’azzardo, li aveva spiegati don Selmi all’inizio della mattinata, ricordando che l’anno scorso gli italiani hanno speso più in azzardo (157 miliardi di euro) che in prestazioni sanitarie: «La diffusione di questa pratica nel nostro paese ha ormai assunto dimensioni mostruose negli ultimi vent’anni, anche a causa dell’accelerazione post-Covid del gioco on line. Il fatto che l’azzardo sia detto “gioco pubblico”, perché gestito dai Monopoli di Stato, può far pensare che non sia così pericoloso. Ma l’offerta di azzardo sempre maggiore trascina con sé non solo una spesa sempre maggiore, ma anche rischi sociali sempre più accentuati».
 
L’azzardo, insomma, per Caritas non è un gioco come un altro, non è un divertimento: «Noi ci misuriamo tutti i giorni con le storie di tante persone, molte delle quali segnate da altre fragilità, che vengono illuse di poter rovesciare le sorti della propria vita ricorrendo alla fortuna – ha concluso don Selmi –. Ma rimangono intrappolate in vere e proprie spirali di dipendenza, mettendo a rischio relazioni, equilibrio psichico, risorse materiali su cui si basa la loro vita quotidiana e la tenuta della loro famiglia. Sprigionando la nostra fantasia, abbiamo scelto di evidenziare rischi e meccanismi di un fenomeno sempre più esteso e pericoloso. Anche giocando, vogliamo provare a trasformare il pezzo di terra che ci è affidato in un ambiente di giustizia».

Per ulteriori informazioni e per acquistare il gioco: https://breaking.caritasambrosiana.it/
 
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Della Direzione: don Paolo Selmi ed Erica Tossani



 

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