Aggiornamento aiuti Ucraina

Cinque mesi. Di guerra. In fondo ai quali non si vede la luce di una pace credibile. Ma cinque mesi durante i quali si è sviluppata anche una grande ondata di cura e di supporto a coloro che subiscono le conseguenze dell’aggressione scatenata in Ucraina dal governo e dall’esercito russi.

La rete Caritas ha dato il suo consistente contributo, a irrobustire e a umanizzare questa corrente di aiuti. Le Caritas nazionali e diocesane hanno steso la loro rete di solidarietà in tutti i territori del Vecchio continente e della Penisola. A Milano, Caritas Ambrosiana ha interamente mobilitato il suo sistema -̶̶  fatto di organismi parrocchiali e decanali, centri d’ascolto, servizi, empori, cooperative sociali e fondazioni – per offrire risposte rapide e durevoli, credibili e rispettose dei traumi subiti e della dignità comunque manifestata dalle vittime del conflitto.

In primo luogo, Caritas ha definito con la Prefettura di Milano un accordo per l’accoglienza di circa 200 persone nel capoluogo e nell’area metropolitana: ne è titolare la cooperativa Farsi Prossimo, che a Casa Monluè, periferia est della città, ospita 98 persone (diverse soggette a cure nel vicino Istituto dei Tumori) e ne segue circa 100 altre, in 20 appartamenti resi disponibili da parrocchie e istituti religiosi. A complemento delle coperture finanziarie previste dallo stato, Caritas ha erogato 290 mila euro per consentire, sino a fine 2022, i costi di questa assistenza. Anche a Monza una cooperativa del sistema Caritas, la Novo Millennio, ha stretto analogo accordo con la locale Prefettura, per l’accoglienza di 16 persone in 2 parrocchie.

A questi circa 220 posti se ne aggiungono altrettanti (per l’esattezza, 223) che attendono di essere attivati sulla base del bando che la Protezione Civile nazionale ha emesso nella scorsa primavera. Caritas Ambrosiana ha presentato la disponibilità (che permane) di diverse parrocchie, distribuite in 21 comuni della diocesi. In alcuni casi le accoglienze sono cominciate spontaneamente, ma in generale si attendono gli arrivi, su disposizione della Protezione civile, di profughi precedentemente ospitati in strutture collettive o famiglie che non riescono più a garantire l’accoglienza.

C’è poi il vasto capitolo del supporto alle iniziative avviate spontaneamente da decine di parrocchie, sin dai primi giorni degli arrivi degli ucraini in Italia. Il sostegno è stato erogato su richiesta a 60 comunità che ospitano 344 persone e ne seguono altre 1.150 che vivono presso parenti e conoscenti: in termini economici, sono stati stanziati 320 mila euro per far fronte a diverse spese, a cui vanno aggiunti 30 mila euro in ticket restaurant per l’acquisto di alimenti.
Donne ucraine ospitate in una parrocchia di Milano
Dal magazzino di Burago, centro logistico per la gestione delle emergenze, Caritas ha poi distribuito materiali per un valore di circa 55 mila euro (sotto forma di prodotti alimentari e per l’igiene, ma anche di arredi e corredi per l’allestimento di appartamenti) a diversi luoghi di accoglienza gestiti da parrocchie e cooperative. Anche Empori e Botteghe della solidarietà hanno fatto la loro parte: 22 centri di erogazione di aiuti alimentari avevano aiutato, a fine giugno, 554 persone, appartenenti a 182 nuclei famigliari di profughi.

Infine, oltre all’orientamento legale fornito sin dall’inizio dallo sportello Sai, va registrato che, grazie a donatori privati, sono partiti o in partenza progetti specifici per l’acquisto di mezzi di trasporto, l’insegnamento dell’italiano al Centro Come, la realizzazione di visite mediche specialistiche al Poliambulatorio Farsi Prossimo di viale Jenner, il supporto psicologico, l’animazione con visite a musei e centri di cultura milanesi. E il Fondo Diamo Lavoro ha disposto l’erogazione di contributi economici, sulla base di requisiti Isee, a famiglie impegnate nell’accoglienza nel territorio diocesano, oltre ad aver reso disponibili le competenze di esperti per la profilazione e la compilazione di curriculum di aspiranti lavoratori ucraini.
 
L’impegno della rete internazionale Caritas si sviluppa naturalmente anche nei territori più direttamente interessati dalla guerra scatenata dal governo e dall’esercito russi in Ucraina, che ha prodotto (dati Onu) più di 15,7 milioni di persone bisognose di assistenza umanitaria, tra cui 6,3 milioni di sfollati interni e 9,2 milioni di rifugiati all’estero (oltre 145 mila dei quali in Italia).

La rete internazionale Caritas ha finanziato interventi di urgenza e lanciato progetti di medio e lungo periodo, supportando in particolare l’azione dei due organismi nazionali ucraini (Caritas Ucraina e Caritas Spes, capaci di portare aiuto a circa 2,7 milioni di persone) e dei paesi circostanti (Caritas Polonia, Romania, Moldavia, Slovacchia, Ungheria e Repubblica Ceca). 

Caritas Ambrosiana ha contribuito a questo sforzo erogando circa 500 mila euro attraverso Caritas Italiana. È in attesa di contribuire a progetti di assistenza e ricostruzione che si svilupperanno nei prossimi mesi e anni. Nel frattempo, ha finanziato direttamente, con circa 250 mila euro, diversi progetti rivolti a profughi (in particolare donne e minori) realizzati in Moldavia dall’Associazione Diaconia nella capitale Chisinau e nella città di Balti.

Accanto a tutto questo impegno e proprio a partire dall’incontro con le vittime del conflitto, prosegue la riflessione e l’impegno per promuovere una pace duratura che interpella tutti coloro che hanno una responsabilità. Le nostre comunità che si sono mobilitate nell’emergenza sono interpellate anche a riflette sui risultati che questa accoglienza sta producendo per ricostruire i legami sociali e le condizioni di pace per noi e per il conflitto in atto. Questa è la sfida educativa che la Caritas vuole riproporre a tutti i donatori e le persone impegnate in questa emergenza: perché la pace, realista e duratura, sia un bene di tutti!

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