L'incontro con Caritas Ambrosiana


Ho conosciuto suor Luisa Dell’Orto nel marzo 2010, accompagnando un gruppo di giornalisti nella visita alla scuola “La Fraternité” a Delmas 31, gestita dalla sua comunità delle Piccole Sorelle del Vangelo, abbattuta parzialmente dal sisma due mesi prima e incontrando le famiglie sfollate del quartiere che in quelle settimane le suore assistevano distribuendo pane, acqua e gli aiuti racimolati.
 
Dopo il terremoto a Caritas Ambrosiana venne affidato una sorta di gemellaggio con la diocesi di Port-de-Paix, a nord-ovest del Paese, dove già da qualche anno si trovavano i missionari fidei donum diocesani. Il passaggio “obbligato” dalla capitale per raggiungere il nord mi consentiva ogni volta di visitare le Piccole Sorelle, anche per cose semplici come portare dei pacchettini dall’Italia (medicine, documenti e altre piccole cose) in maniera molto spontanea. Diventava l’occasione per confrontarsi su una realtà che iniziavo a conoscere anche attraverso le parole e l’esperienza di suor Luisa e delle sue consorelle, ricevendo preziosi consigli su quanto iniziavamo a fare a Port-de-Paix. Sono stato spesso ospite a casa loro e dopo lunghe chiacchierate, augurandoci la buona notte, sapevo che mentre io sarei andato stremato a riposare, Luisa si sarebbe ritirata nella sua stanzetta al piano di sopra a preparare fino a tarda notte le lezioni di filosofia per i suoi alunni del Seminario e del centro salesiano CESADES.
 
Fu così che in una di quelle visite le Piccole Sorelle ci mostrarono fiere la piccola casetta che avevano affittato qualche isolato dietro casa per accogliere durante la giornata i bambini e i ragazzi delle cité Okay e Jeremie, le bidonvilles dove vivevano.

Uno spazio dove incontrarsi, giocare, studiare, ripassare, fare attività ricreative, laboratoriali e sportive. Seppur piccolo, uno spazio bello e prezioso che i ragazzi del quartiere cominciarono subito a frequentare con entusiasmo.
Uno spazio pensato anche per chi a scuola non era mai andato nei propri villaggi e che era arrivato in capitale, in questa bidonville, come restavek (baby-schiavo) a fare ogni sorte di lavoro domestico in qualche famiglia con qualche mezzo in più.
 
Fu per prima Caritas Ambrosiana insieme a Caritas Italiana a fare una richiesta a suor Luisa nel 2012: “Vorremmo rafforzare a Port-de-Paix il lavoro delle Caritas locali nelle parrocchie, costruire dei gruppi di persone che si prendono cura dei propri vicini, dei più fragili alla luce del Vangelo… e tu suor Luisa conosci bene la Chiesa locale, la cultura e il modo di pensare della gente”. Non ci pensò due volte ad entrare con energia in questa nostra proposta, creando una equipe di lavoro con Anna ed Irene ed i colleghi di Port-de-Paix.
Un progetto che la Caritas diocesana locale ha progressivamente assunto e che continua tuttora.
 
E dopo qualche tempo venne la richiesta delle Piccole Sorelle a Caritas Ambrosiana di supportarle nella formazione degli educatori ed animatori volontari di Kay Chal a crescere nella pedagogia e nella pratica di attenzione a questi piccoli: “Abbiamo bisogno che ci mandiate una persona giovane, che ci affianchi e ci aiuti in questo”.
In un suo rientro in famiglia a Lomagna, diversi mesi pià tardi, ho presentato Marta a suor Luisa: nasceva così la nostra collaborazione più diretta con questo centro che fioriva sempre più, diventando una realtà tutelata dal quartiere perché accogliente dei bisogni di una miriade di bambini, con lo stesso stile che Luisa e le sue consorelle avevano nell’ascoltare le persone che quotidianamente bussavano alla loro porta per un aiuto, una parola d’incoraggiamento, un consiglio fraterno.
Una realtà che ad un certo punto ha avuto bisogno di dotarsi di uno spazio più adatto che abbiamo collaborato ad ideare, costruire e animare: il nuovo Kay Chal.



Consapevoli della ricchezza umana incontrata e della potenzialità di questa esperienza abbiamo proposto a tanti giovani ambrosiani e italiani di dare il loro piccolo contributo in questa realtà, come operatori, volontari del servizio civile per un anno, volontari durante l’estate nei nostri campi estivi, i Cantieri della Solidarietà, da condurre insieme ai capi educatori di Kay Chal in tante parrocchie del nord e a Delmas.
 
Ti consegno un enorme grazie Luisa, per l'insegnamento di vita che mi hai dato, per la tua tenacia e la tua forza di spirito, per tutto l'affetto e la cura che hai donato a me, ai nostri volontari e alle persone che quotidianamente accoglievi.


Davide Boniardi, 27 giugno 2022

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