Sono passati tre anni dal 7 ottobre 2023. Tre anni di guerra, distruzione e sofferenza che hanno segnato profondamente la Terra Santa e soprattutto le popolazioni civili di Gaza e della Cisgiordania.
L'attacco terroristico compiuto da Hamas e la conseguente offensiva militare israeliana hanno provocato una crisi umanitaria di proporzioni drammatiche. Ma la ferita affonda le sue radici in un conflitto che da decenni colpisce israeliani e palestinesi e che continua a negare a milioni di persone sicurezza, diritti e prospettive di futuro.
Oggi Gaza e la Cisgiordania vivono una situazione ancora estremamente fragile. Il 10 ottobre 2025 è arrivato un primo apparente segnale di speranza con la firma dell’accordo sul cessate il fuoco per porre fine alla guerra e liberare prigionieri, detenuti e persone rapite. Se da un lato entrambe le parti hanno rilasciato alcuni prigionieri e il valico di Rafah (tra Gaza ed Egitto) ha riaperto parzialmente, l’accordo continua ad essere oggetto di ripetute violazioni e incertezze, che rendono la situazione fragile e i bisogni umanitari drammaticamente persistenti.
Gaza: una popolazione allo stremo
I più recenti dati delle Nazioni Unite e le informazioni che riceviamo quotidianamente da Caritas Gerusalemme descrivono una situazione drammatica nella Striscia di Gaza.
Quasi 74 mila palestinesi hanno perso la vita dall'inizio della guerra e oltre 175 mila sono rimasti feriti. L'intera popolazione di Gaza, oltre 2 milioni di persone, vive in condizioni di gravissima precarietà. Quasi tutti gli abitanti sono stati costretti a lasciare le proprie case e vivono in strutture temporanee o tende, mentre l'accesso a cibo, acqua potabile, cure mediche e servizi essenziali rimane fortemente limitato.
Il 92% delle abitazioni è stato distrutto o gravemente danneggiato. Il sistema sanitario è al collasso e oltre il 60% degli ospedali risulta distrutto o inutilizzabile. Centinaia di migliaia di persone soffrono di malnutrizione e il rischio di epidemie continua a crescere a causa del deterioramento delle condizioni igienico-sanitarie.
In questo quadro emerge tuttavia
qualche segnale di resilienza. A Gaza City, grazie all'impegno della
parrocchia della Sacra Famiglia e del Patriarcato Latino, oltre mille bambini hanno potuto tornare a scuola.
Un ritorno alla normalità ancora fragile, ostacolato persino dalla difficoltà di reperire materiali scolastici di base come quaderni e penne, ma che rappresenta
un segno concreto di speranza.

Una crisi silenziosa in Cisgiordania
In Cisgiordania, la crisi è meno visibile ma altrettanto profonda.
Nel corso del 2026 oltre 2.600 persone sono state sfollate a causa dell'aumento delle violenze, delle demolizioni e delle restrizioni alla libertà di movimento. Dal 2023 gli sfollati hanno superato le 6.500 unità e gli attacchi dei coloni hanno raggiunto numeri mai registrati negli ultimi anni.
Oltre 900 blocchi stradali ostacolano gli spostamenti quotidiani, impedendo a migliaia di persone di recarsi al lavoro, studiare o accedere ai servizi sanitari. L'economia locale continua a soffrire pesantemente, aggravata anche dalla forte riduzione dei pellegrinaggi che per molte famiglie rappresentavano una fonte essenziale di reddito.
Le comunità palestinesi devono affrontare quotidianamente violenze, confische di terreni, demolizioni di abitazioni e limitazioni dei diritti fondamentali, in un contesto che continua a generare povertà e vulnerabilità.
La risposta di Caritas Gerusalemme
Anche prima del 7 ottobre 2023, Caritas Gerusalemme è sempre stata al fianco della popolazione e agisce concretamente ogni giorno con 120 operatori e operatrici.
In particolar modo dal 2023, grazie al supporto della rete Caritas, Caritas Gerusalemme ha fornito:
-
Emergenza umanitaria a Gaza e in Cisgiordania: assistenza a 86mila persone
-
Aiuti sanitari d’emergenza e di base erogati dalle cliniche e punti medici a Gaza e tramite sostegni sanitari in Cisgiordania.
-
Produzione di protesi e ausili per la mobilità a Gaza.
-
Sostegno e counseling psicologico alle persone fragili.
-
Assistenza economica tramite supporto in contanti a famiglie vulnerabili a Gaza e in Cisgiordania.
-
Assistenza invernale tramite distribuzione di materassi, coperte e abbigliamento per l’inverno.
-
Trattamento dell’acqua e servizi igienico-sanitari per garantire standard minimi e ridurre il rischio di malattie.
-
Interventi di riabilitazione e sviluppo per ricostruire le comunità, riqualificare le cliniche mediche, sostenere le attività economiche e promuovere tirocini lavorativi.
-
Sostegno a progetti di pace e riconciliazione in Medioriente tramite percorsi educativi e formativi.
Gli appelli della Rete Caritas
In questi anni sono stati
molti gli appelli fatti da Caritas Internationalis per chiedere con forza il cessate il fuoco, l'accesso libero agli aiuti e la tutela dei civili.
Riportiamo di seguito l’ultimo appello lanciato a New York in occasione dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite:
https://www.caritas.org/statement/caritas-calls-for-an-end-to-the-suffering-in-the-middle-east
L'impegno di Caritas Ambrosiana
In questi tre anni Caritas Ambrosiana, in coordinamento con Caritas Italiana e Caritas Internationalis, ha inviato 1.339.000 euro grazie alla straordinaria generosità di comunità, parrocchie, sostenitori e sostenitrici.
Durante il 2026 particolare attenzione è stata dedicata alle persone più fragili, soprattutto mamme e bambini, attraverso il progetto "
Una speranza per Gaza", realizzato insieme a Caritas Italiana e sostenuto anche da Fondazione Cariplo.

"Una speranza per Gaza": la clinica mamma-bambino
Grazie a una raccolta fondi che ha raggiunto i 150 mila euro, Caritas Ambrosiana sostiene una clinica materno-infantile gestita da Caritas Gerusalemme nel quartiere Al-Rimal di Gaza City.
Nei primi nove mesi di attività il progetto ha raggiunto quasi 10 mila persone attraverso oltre 12 mila consultazioni mediche.
Circa il 60% delle cure ha riguardato donne e mamme, attraverso visite ginecologiche, assistenza ostetrica e servizi dedicati alla salute materna. Le équipe sanitarie hanno inoltre affrontato migliaia di casi di malattie infettive e croniche, curato situazioni di malnutrizione e garantito assistenza a persone colpite dai traumi della guerra.
Accanto alle cure mediche, il progetto offre supporto psicologico e psicosociale a bambini e famiglie. Nei primi nove mesi più di 560 bambine e bambini e oltre 90 donne hanno potuto ricevere un accompagnamento specialistico per affrontare le conseguenze del conflitto.
L'impegno continuerà anche nel 2027, perché il diritto alla salute resta una delle emergenze più urgenti della popolazione di Gaza.
Anton Asfar, Segretario Generale di Caritas Gerusalemme, ringrazia tutti coloro che hanno sostenuto la Clinica:
Aiutare oggi, costruire pace domani
Accanto agli interventi umanitari, Caritas Ambrosiana continua a sostenere percorsi di pace e riconciliazione tra le comunità della Terra Santa.
Negli ultimi anni sono stati finanziati programmi educativi e formativi promossi dalla rete Caritas e da realtà impegnate nella costruzione del dialogo tra israeliani e palestinesi, tra cui:
-
il progetto PeaceMed della rete Caritas: formazione di operatori di pace nei paesi dell’area Mediterranea,
-
i progetti delle associazioni Neve Shalom – Wahat al Salam, per favorire conoscenza e dialogo tra giovani delle comunità ebraica e arabo israeliana
-
il progetto Al-Liqa Center: percorsi formativi volti a radicare il concetto di pace come valore condiviso nella società palestinese e a favorire la permanenza delle comunità cristiane nei territori d’origine.
Come ha ricordato il cardinale Pierbattista Pizzaballa durante l'inaugurazione del nuovo centro polifunzionale di Caritas Gerusalemme a Betlemme, sostenuto anche da Caritas Ambrosiana, la presenza di Caritas vuole essere una "presenza positiva" capace di rispondere ai bisogni delle famiglie e delle comunità e di offrire un segno concreto di speranza in una situazione estremamente difficile.
DONA ONLINE CON LA CARTA DI CREDITO
ALTRE MODALITA' DI DONAZIONE
Conto Corrente Bancario
IBAN: IT82Q0503401647000000064700 Banco BPM intestato a Fondazione Caritas Ambrosiana
Causale: Clinica Medica Gaza
Per motivi di privacy le banche non ci inviano i dati di chi fa un bonifico per sostenere i nostri progetti.
Se vuoi ricevere la ricevuta fiscale o il ringraziamento per la tua donazione contatta il nostro numero dedicato ai donatori al numero 02.40703424
IMPORTANTE
Caritas Ambrosiana non effettua raccolte di vestiti, generi alimentari, medicinali, coperte o qualsiasi altro bene in quanto non possiamo garantire il trasporto Caritas Ambrosiana raccoglie solamente offerte in denaro.
Caritas Ambrosiana invita le Caritas sul territorio della diocesi ad attenersi a questa indicazione.
Per le offerte effettuate dal 1° gennaio 2021 Caritas Ambrosiana è tenuta a comunicare all’Agenzia delle Entrate i dati delle erogazioni liberali per consentire l’inserimento delle stesse nelle dichiarazioni precompilate ai fini di detraibilità e/o deducibilità fiscale.
La scadenza per l’invio dei dati da parte di Caritas Ambrosiana è all'inizio di marzo di ogni anno.
Per poter adempiere a ciò è necessario che Caritas sia in possesso dei dati fiscali di chi effettua la donazione entro la fine dell'anno della donazione.
Comunica subito i tuoi dati quando fai una donazione così da non perdere l’occasione.
Per effettuare l’opposizione alla comunicazione è possibile seguire la procedura indicata sul sito www.agenziaentrate.gov.it.
Per qualsiasi informazione 02.40703424
Le donazioni sono detraibili/deducibili fiscalmente
