Procedono con difficoltà, e tra rischi e interruzioni determinati da nuove esondazioni, le operazioni di soccorso succedute alla catastrofica alluvione che mercoledì 26 agosto ha sepolto vallate, villaggi, infrastrutture e purtroppo migliaia di vite umane in un’ampia regione centro-settentrionale del Nepal, interessando anche territori di confine del Tibet cinese. Al sistema degli aiuti, in coordinamento con le autorità locali, sta offrendo il proprio contributo anche Caritas Nepal.
Nel paese asiatico la presenza di cristiani è minoritaria, ma la Caritas nazionale è molto attiva e può vantare un’organizzazione solida e capillare, essendosi irrobustita dopo il fortissimo terremoto che colpì le zone centrali del paese nel 2015. A quel periodo risale l’inizio della collaborazione di Caritas Italiana e Caritas Ambrosiana con Caritas Nepal, rinnovatasi nel tempo grazie a una pluralità di progetti, anche recenti, di ricostruzione e di carattere sociale ed educativo.
Supportata da Caritas Internationalis (la rete delle Caritas di tutto il mondo), Caritas Nepal si è immediatamente attivata dopo la tragica alluvione. Ha inviato nelle zone del disastro un team di operatori, con il compito di rilevare bisogni e mettere a fuoco possibili interventi. La prima risposta operativa si è concretizzata nell’attivazione di una cucina comunitaria, con scorte alimentari già inviate per fornire pasti per 15 giorni a 300 famiglie che hanno perso casa e beni; la cucina viene gestita e sarà potenziata grazie alla collaborazione con partner locali. Materiali prioritari di soccorso, in una stagione segnata da forti piogge monsoniche (in proposito, un appello di emergenza di Caritas Nepal era stato emesso pochi giorni prima della catastrofe di mercoledì), sono teloni, materassi e coperte, di cui Caritas Nepal si sta approvvigionando; agli sfollati verranno distribuite anche razioni di acqua potabile e kit per l’igiene personale.
Caritas Nepal sta studiando anche le modalità per attivare, in tempi brevi, azioni di supporto psico-sociale, soprattutto a favore di soggetti fragili (minori, anziani, persone malate e con disabilità). Il quadro dei bisogni e degli interventi è in costante evoluzione, e verrà precisato nelle prossime ore e nei prossimi giorni.
Urgente riflettere sulla crisi climatica
In nome della positiva
collaborazione instaurata da anni, e considerate le immani dimensioni della tragedia,
Caritas Ambrosiana ha avviato una raccolta fondi, finalizzata a
contribuire alle azioni di prima emergenza e a sostenere gli interventi di ricostruzione e riattivazione comunitaria di medio e lungo periodo.
«Confidiamo come sempre nella sensibilità e generosità di fedeli e cittadini ambrosiani, che ringraziamo in anticipo – commentano
Erica Tossani e don Paolo Selmi, direttori dell’organismo diocesano –.
Noi assicuriamo professionalità e oculatezza nella gestione delle donazioni, ma anche la capacità di sostenere nel tempo, tramite il lavoro di Caritas Nepal, soggetto fortemente radicato nel territorio, comunità e persone particolarmente vulnerabili. Al contempo, ci interroghiamo sulle cause profonde di tragedie come quella che ha interessato Nepal e Tibet: i minacciosi effetti dei mutamenti climatici in atto impongono a tutti riflessione e revisione su comportamenti e stili di vita, di produzione e di consumo. È un urgente lavoro educativo, nel solco della “ecologia integrale”, cardine della recente Dottrina sociale della Chiesa, che Caritas ha avviato anche nel territorio ambrosiano, e che si ripromette di potenziare».
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Causale: Alluvione Nepal - Tibet
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