Caritas Ambrosiana obietta la guerra


E' partita lo scorso 30 settembre 2026 la raccolta firme lanciata da Emergency per portare in Parlamento la legge di iniziativa popolare "IO OBIETTO LA GUERRA".
L'iniziativa è inserita nella campagna R1PUD1A che chiede il rispetto concreto dell’articolo 11 della Costituzione italiana: "L'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consentire, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo."



Nei giorni scorsi Caritas Ambrosiana ha aderito e rilancia la campagna IO OBIETTO LA GUERRA.

L'adesione delle persone è stata da subito molto alta, in poco più di un mese si è ormai alla soglia del quorum richiesto di 50.000 firme per procedere alla presentazione in Parlamento. A queste si aggiungono diverse associazioni e Comuni che hanno aderito. 

La volontà dei promotori e degli enti aderenti è quella di dare più forza possibile a questo obiettivo, raggiungendo molte più firme rispetto al minimo previsto.

Invitiamo cittadini, parrocchie, altre realtà diocesane e le cooperative dell'ecosistema Caritas ad approfondire la campagna visitando il seguente sito dedicato e a rafforzare questa inizia di costruzione della pace dal basso.

Per firmare la legge di inizia popolare clicca qui






Caritas Ambrosiana ha da subito aderito e rilanciato la campagna nei suoi canali e negli incontri sui territori. 
Ringraziamo le parrocchie, le Caritas nei territori, tanti volontari e sostenitori per aver contribuito a raggiungere questo risultato.


Lunedì 16 marzo 2026 è stata depositata in Cassazione la nuova proposta di legge di iniziativa popolare per istituire il Dipartimento della difesa civile non armata e nonviolenta.
Si tratta della campagna "Un'altra difesa è possibile" promossa dalla CNESC (Conferenza Nazionale Enti per il Servizio Civile), da Rete Italiana Pace e Disarmo e da Sbilanciamoci.

Partita la raccolta firme lo scorso 18 marzo, dopo mesi in cui ha stentato a decollare (ma in cui le organizzazioni promotrici, enti aderenti come Caritas Ambrosiana e tanti altri soggetti del colorato mondo della pace hanno pazientemente seminato e fatto conoscere la proposta), nelle ultime settimane si è avuta una forte impennata delle firme raccolte.
Pochi giorni prima del semestre a disposizione per la raccolta si è raggiunto e superato il quorum delle 50.000 firme richieste per portare la discussione della proposta in Parlamento.

Di fronte alla drammatica crisi globale, con un Mondo e un’Italia sempre più armati e venti di guerra alimentati da una fase di aumento enorme della spesa militare, l’intenzione dei promotori di questa azione è quella di compiere un “passo in avanti” promuovendo congiuntamente una Campagna per il disarmo e la difesa civile. L’obiettivo è quello della costituzione di Dipartimento che indirizzi il contributo alla difesa civile con le proprie autonomie e modalità di lavoro delle varie componenti oggi esistenti fra cui il Servizio civile, i Corpi civili di pace, la Protezione civile oltre ad un ipotizzato Istituto di ricerca su Pace e Disarmo. Si tratta di dare finalmente concretezza a ciò che prefiguravano i Costituenti con il ripudio della guerra e che già oggi è previsto dalla legge e confermato dalla Corte Costituzionale: la possibilità di assolvere all’obbligo costituzionale dell’articolo 52 con una struttura di Difesa civile alternativa a quella prettamente militare, finanziata direttamente dai cittadini attraverso l’opzione fiscale in sede di dichiarazione dei redditi.

In un momento in cui il dibattito pubblico europeo sembra aver capitolato all’equazione “più sicurezza = più armi” questa proposta afferma con chiarezza l’opposto: la vera sicurezza si costruisce con prevenzione dei conflitti, mediazione, coesione sociale e cooperazione internazionale.




E' possibile approfondire la campagna e il percorso fatto visitando il seguente sito dedicato.

Guarda qui sotto lo spot di invito a sostenere la campagna:



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