Il 30 giugno un bombardamento dell’esercito russo ha provocato un vasto incendio nel villaggio di Zelenivka, nella regione di Kherson, dove si trova la sede Caritas Kherson.
Le fiamme si sono propagate rapidamente a causa delle temperature estremamente elevate, che hanno superato i 50 °C.
Grazie all’intervento tempestivo del personale di Caritas Kherson e dei residenti locali,
sia la sede della Caritas che la Parrocchia della Natività della Beata Vergine Maria
sono state salvate dal fuoco.

La regione di Kherson continua ad essere una delle aree più pericolose dell'Ucraina. La sponda sinistra della regione è ancora sotto la temporanea occupazione russa, mentre la sponda destra e la città liberata di Kherson subiscono quotidianamente massicci bombardamenti e attacchi con droni.
Le infrastrutture civili e i mezzi di trasporto pubblici sono tra gli obiettivi più frequentemente colpiti. In queste aree si registrano anche i cosiddetti "safari umani", ovvero attacchi condotti con droni contro la popolazione civile.
Inoltre, nella notte tra l’1 e il 2 luglio, l’esercito russo ha lanciato un nuovo e massiccio attacco contro la capitale ucraina Kiev con missili e droni. Almeno 30 persone hanno perso la vita, quasi 90 sono rimaste ferite e i bombardamenti hanno distrutto diversi edifici.
È stato uno degli attacchi più violenti dall’inizio del conflitto.
Al popolo dell’Ucraina, ai colleghi e alle colleghe di Caritas che continuano a prestare il loro servizio nonostante il conflitto in corso va tutta la nostra solidarietà.
Caritas Ambrosiana si unisce all’appello di Caritas Internationalis affinché si ponga immediatamente fine alle ostilità e si torni al dialogo, nel rispetto del diritto internazionale umanitario e della tutela dei civili.