Il progetto: Ponti e arcobaleni


Il Progetto si allinea agli obiettivi condivisi dalle Caritas a livello nazionale, che mirano in particolare alla prevalente funzione pedagogica del Servizio Civile nazionale.
In questo senso s’impegna a realizzare quelle condizioni fondamentali affinché l’esperienza proposta abbia come finalità ultima l’attenzione ai giovani coinvolti nel progetto, ai bisogni del territorio in cui si inserisce, all’impatto sulla società civile come sensibilizzazione alla testimonianza della Carità.

La finalità generale si può così declinare:
Educazione ai valori della solidarietà, gratuità attraverso azioni di animazione e d’informazione per una cittadinanza attiva e responsabile.
Condivisione coi poveri e con gli altri partecipanti al progetto, riconoscendo e promovendo i diritti umani e sociali, per accompagnare le persone vittime di povertà ed esclusione sociale in percorsi di liberazione.
Riflessione sulle proprie scelte di vita, vocazionali, professionali, sociali e possibilità di approfondimento spirituale.
Creazione delle condizioni per l’incontro con nuove persone, per inventare nuove professionalità in ambito sociale.
Coscientizzazione: approfondimento della cultura della pace, della nonviolenza e della solidarietà.
Attenzione a tutto ciò che potrà incoraggiare un futuro volontariato inteso come stile di vita nei giovani che verranno coinvolti nell’esperienza.
Difesa delle comunità in modo nonarmato e nonviolento in termini di: gestione e superamento del conflitto, riduzione e superamento della violenza implicita e/o esplicita, acquisizione e riconoscimento di diritti.
 
Obiettivo generale del progetto “Ponti e arcobaleni” è quello di Migliorare le condizioni degli immigrati stranieri e dei profughi accolti nella regione Lombardia.
Per realizzare questo abbiamo individuato tre obiettivi specifici:
  • Migliorare e ampliare il servizio di accoglienza
  • Favorire l’inserimento sociale delle persone straniere nel contesto locale.
  • Migliorare e ampliare il servizio di orientamento e facilitare l’accesso ai servizi del territorio.
 
Per realizzare questi obiettivi il progetto “Ponti e arcobaleni”, prevede che i volontari saranno direttamente impegnati in attività di accoglienza, ascolto dei bisogni o di costruzione di percorsi di integrazione nei centri operativi.
In questi centri il giovane in Servizio Civile incontrerà quotidianamente le persone “straniere” che vivono in uno stato di disagio, sperimentando le seguenti funzioni:
  • Accoglienza e accompagnamento. Accogliere incondizionatamente la persona nella sua integrità senza distinzione di razza, di sesso, di religione, e sostenere e affiancare nel percorso di reinserimento.
  • Ascolto. Ascoltare e "leggere" con attenzione i racconti di sofferenza delle persone che si avvicinano ai centri accompagnati dagli operatori in gran parte volontari.
  • Prima risposta. I bisogni di prima necessità (cibo, lavoro, casa, diritti negati) sono richieste che necessitano di una prima risposta, a volte immediata. La conoscenza della lingua italiana, elemento indispensabile per iniziare un percorso di integrazione è in molti casi è il “bisogno primario” per questo l’organizzazione di corsi d’italiano ne diventa la prima risposta.
  • Orientamento. La complessità della società attuale si riflette nelle storie di disagio sociale che si presentano nei centri: volti di sofferenza segnati spesso da un insieme complesso di problemi, che vanno analizzati con cura per orientare le persone verso le soluzioni più indicate, a partire dalle risorse presenti sul territorio (Centri di accoglienza, patronati, servizi sociali).
  • Promozione di reti solidali. Il contesto comunitario è una risorsa fondamentale spesso trascurata nei percorsi di soluzione al disagio. Il territorio diventa luogo di promozione di reti di solidarietà che accompagnano le persone alla ricerca di risposte
 
 
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