PROGETTO DI SERVIZIO CIVILE ALL'ESTERO
"IMPRONTE DI PACE 2016" - BANDO 2016
PAESE: HAITI
SEDE DI REALIZZAZIONE: PORT-AU-PRINCE
NUMERO VOLONTARI RICHIESTI: 2
IL CONTESTO
Il progetto si realizzerà nelle baraccopoli di
Cité aux Cayes e
Cité Jeremie, a
Delmas 31 di
Port au Prince, in particolare all’interno del centro diurno
Kay Chal, aperto in seguito al sisma del 2010 dalle Piccole Sorelle del Vangelo di
Charles de Foucauld.
Haiti è oggi
il Paese più povero delle Americhe, con l’80% della popolazione che vive al di sotto della soglia della povertà.
Paese molto vulnerabile ai
disastri naturali, è stato devastato per un terzo del suo territorio dal
terremoto che 5 anni fa ha provocato circa 230.000 vittime. Il sisma ha colpito duramente anche il quartiere dove le Piccole Sorelle vivono da più di 25 anni, una baraccopoli a tutt’oggi in continua espansione.
Altra caratteristica del quartiere che si riflette nel quadro generale del Paese è la
schiavitù, che in maniera informale e occulta, è tutt’oggi presente: l’UNICEF stima che nel 2013 300.000 bambini sono nella condizione di “
restavek” (bambini in condizione di schiavitù domestica). Si tratta di bambini inviati da famiglie rurali a vivere, in cambio di servizio domestico, in famiglie delle periferie urbane, con la speranza di miglioramento delle vita dei propri figli.

La realtà del Paese, in particolare delle aree periferiche, presenta una
forte destrutturazione economica, sociale e familiare: le
Citè sono da sempre caratterizzate da mancanza di lavoro, violenza intra-famigliare, sfruttamento minorile e nell’ultimo decennio si registra una crescente presenza di
bande armate, traffico di armi e spaccio di droga.
In accordo con il progetto avviato dalla Comunità di
Charles de Foucauld, Caritas Ambrosiana intende incidere positivamente sui seguenti bisogni specifici:
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sull’abbandono scolastico, sfruttamento minorile ed emarginazione dei bambini e giovani restavek
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sull’assenza di offerte educative e culturali nel quartiere, rivolte alle diverse fasce di età
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sulle assenze di luoghi idonei a trascorrere il tempo libero o a studiare, a causa delle pessime condizioni abitative
Kay Chal nasce da un lato con l’obiettivo di accogliere i bambini restavek per l’accompagnamento, il recupero scolastico e per il miglioramento delle loro condizioni e inclusione sociale, dall’altro come centro di educazione e promozione culturale per i bambini, agli adolescenti e ai giovani adulti del quartiere.
Tutte le attività svolte al centro sono rese possibili grazie al coinvolgimento di giovani animatori volontari locali che si alternano tra loro e prestano il loro servizio gratuitamente. Da un lato i giovani sono stimolati a vivere un modo di occupazione del tempo libero, dall’altro offrono il loro servizio ai bambini, permettendo la realizzazione di tante attività che senza la loro presenza non sarebbero possibili.
La comunità delle Piccole Sorelle insieme al centro Kay Chal rappresentano un punto di riferimento importante per il quartiere, libero e accessibile a tutti senza distinzioni religiose o sociali e considerato parte integrante della comunità del quartiere, elemento non scontato nel difficile contesto haitiano.
IL PROGETTO
Diritto allo studio e reinserimento scolastico dei bambini restavek
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Favorire l’alfabetizzazione e la scolarizzazione di bambini e giovani restavek
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Migliorare le condizioni di vita e favorire l’integrazione dei bambini restavek all’interno del quartiere
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Migliorare le relazioni tra i bambini restavek e le famiglie ospitanti, incapaci di sostenerli nella crescita sia dal punto di vista socio-affettivo che economico.
L'area si occupa del recupero e accompagnamento dei bambini e giovani in abbandono scolastico, assistendo soprattutto i giovani restavek, vittime di un fenomeno di sfruttamento minorile, stigma ed emarginazione.
Alle attività scolastiche partecipano anche bambini non restavek che vivono una condizione di vita fragile (disabilità, problematiche relazionali in famiglia, assenza di figure di riferimento).
Educazione e promozione culturale per una cittadinanza attiva
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Favorire lo scambio culturale e di pensiero, attraverso la presenza di un luogo adatto allo studio, alla ricerca e al dibattito
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Promuovere forme di utilizzo positivo del tempo libero
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Migliorare le capacità personali e relazionali dei bambini e ragazzi che frequentano il centro
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Favorire lo sviluppo delle competenze (teoriche e pratiche) degli animatori e dei volontari del centro
L'area si occupa di promuovere l’educazione culturale nei confronti di bambini, adolescenti e giovani adulti del quartiere, fornendo gli strumenti necessari a sviluppare una maggiore cittadinanza attiva e aumentando il loro coinvolgimento in azioni di solidarietà.
RUOLO DEI VOLONTARI
I volontari che prestano il loro servizio nel centro
Kay Chal assumeranno un ruolo di accompagnamento e supporto alle attività delle Piccole Sorelle e degli animatori all’interno del centro e, in modo indiretto, nel quartiere.
Nella prima fase di permanenza è previsto un tempo di osservazione e ascolto, utile per poter iniziare a comprendere il contesto e pianificare le attività da svolgere, anche in base alle proprie attitudini personali e alla propria formazione. Sarà un periodo utile anche per imparare e migliorare l’uso del creolo haitiano.
Quindi i volontari prenderanno parte attiva all’interno della programmazione del centro, inserendosi nelle diverse attività. Sia nella fase di progettazione, che durante la realizzazione, i volontari verranno affiancati dagli animatori locali, con il duplice scopo di facilitare i ragazzi italiani nella comunicazione con bambini e ragazzi che parlano solo creolo (molti animatori conoscono il francese) e di favorire da subito uno scambio con i giovani locali.
La giornata di servizio verrà suddivisa in due parti. Durante la mattina i volontari si inseriranno all’interno delle attività didattiche per i bambini
restavek, in particolare proponendo laboratori, attività interattive e a supporto degli studenti con deficit di apprendimento o comportamentali maggiori, che necessitano interventi individualizzati o in piccolo gruppo.
Nelle ore pomeridiane e in alcune occasioni nei weekend, i volontari – in base alle loro attitudini – affiancheranno gli operatori locali promuovendo attività sportive, di animazione, ludico-ricreative e teatrali, condividendo nuove idee e suggerendo metodologie educative partecipative, importanti soprattutto per l’esempio offerto nei confronti degli animatori. In seguito all’avvio delle diverse attività, i volontari avranno il compito di collaborare nella formazione dei giovani volontari locali.
Accompagnati dalle suore o dagli animatori locali, i volontari avranno la possibilità di prendere parte alle visite domiciliari all’interno del quartiere, favorendo le relazioni e il coinvolgimento delle famiglie dei bambini e dei ragazzi che frequentano il centro e implementando la sensibilizzazione della comunità rispetto al fenomeno
restavek.
Una volta inseriti, i volontari si occuperanno anche della documentazione e
sistematizzazione dei processi in atto e dei materiali didattici: collaboreranno da una parte nel tenere ordinatamente documentazione e memoria dei percorsi formativi, cercando di evidenziare criticamente i passaggi significativi, le tappe e le difficoltà incontrate, dall'altra nel produrre e aggiornare, con i suggerimenti e le modifiche proposte, i materiali e gli strumenti che si utilizzano nel processo formativo.
In accordo con gli altri operatori, i volontari contribuiranno altresì alla redazione dello studio di fattibilità per la realizzazione dei
Cantieri della Solidarietà, progettando la formazione dei volontari locali e coordinando i giovani che parteciperanno alle attività.
Importante sottolineare come il servizio in generale sarà connotato dalla flessibilità e dalla disponibilità all’ascolto necessarie per far fronte ad un contesto di imprevedibilità e disagio sociale elevati, riconoscendo la caratteristica del centro di essere punto di riferimento rispetto a diverse esigenze all’interno del quartiere.