Cile

Il terremoto del 27 febbraio 2010 in Cile ha colpito la costa a sud della capitale Santiago, in particolare nelle regioni del Maule e di Bio Bio.
Sono stati danneggiati circa 500.000 edifici e sono morte 452 persone. I danni maggiori, più che dal terremoto, sono stati causati dal maremoto che ne è conseguito.

 

In seguito alla catastrofe, le famiglie colpite sono state costrette a vivere all’ interno di accampamenti di emergenza in soluzioni abitative minime, con alti indici di sovraffollamento, limitati servizi basici, quali acqua ed elettricità, e una grave emergenza sanitaria.

Dopo un coordinamento iniziale con Caritas Italiana per la prima emergenza, ci siamo attivati a fine giugno 2010 approfittando della visita di mons. Ezzati presso la nostra sede, allora vescovo di Concepción (attualmente nominato arcivescovo a Santiago), una delle diocesi maggiormente colpite, con il quale abbiamo definito il nostro sostegno a due progetti specifici. Qualche settimana dopo, abbiamo incontrato Antonio Hernández, responsabile progetti della Caritas diocesana di Linares, individuando anche con lui un intervento puntuale sul quale concentrarci.

Ad un anno di distanza siamo in grado di raccontarvi i 3 progetti realizzati con i fondi raccolti.

Il primo progetto si è sviluppato con l'obiettivo di sostenere in modo concreto le famiglie terremotate di Dichato, cittadina costiera del comune di Tome, con attenzione rivolta in particolare alle donne, attraverso uno spazio di incontro e di ascolto, laboratori di gestione della crisi, corsi di formazione, visite domiciliari e accompagnamento pastorale.
Il secondo progetto ha beneficiato gli abitanti degli accampamenti di "Santa Fe", nel comune di Lebu, e di "La Esperanza", nella località di LLico. Sono stati realizzati due spazi comunitari che hanno contribuito al rafforzamento dell'organizzazione sociale e delle relazioni interpersonali. Sono stati inoltre costruiti un panificio comunitario e alcuni forni di terracotta ad uso famigliare per sostenere la generazione di entrate famigliari.

Un terzo progetto è stato realizzato a Constitución, nella diocesi di Linares, uno dei luoghi che ha subito il maggior impatto del cataclisma. La Caritas diocesana ha qui messo a disposizione un servizio di sostegno emozionale e psico-sociale, attenuando gli effetti dei processi di scompenso psicologico e promuovendo l'organizzazione comunitaria e l’autogestione volte alla ricostruzione sociale e materiale.

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