Etiopia, una crisi gravissima e dimenticata


A più di un anno dall’inizio della crisi nel Tigray, la situazione si è aggravata notevolmente divenendo uno dei conflitti oggi più cruenti al mondo. Il numero delle vittime è imprecisato a causa anche delle pochissime informazioni e delle  restrizioni all’accesso alle aree di scontro. La recente alleanza tra il Fronte Popolare per la liberazione del Tigray (TPLF) e l’esercito di liberazione degli Oromo in opposizione al governo federale ha dato nuovo slancio all’offensiva dei ribelli che hanno preso il controllo delle città di Dessie e Kombolcha, città importanti per il controllo della strada di collegamento con la capitale, e secondo alcuni si sarebbero avvicinati ulteriormente ad Addis Abeba. Il conflitto si è aggiunto ad altre crisi, con cui l’Etiopia è alle prese: siccità, conflitti in altre parti del paese, sfollamenti, invasioni di locuste e pandemia di Covid-19.


La fornitura di assistenza umanitaria urgente è ostacolata da vincoli di accesso ancora estesi.

Le persone che necessitano assistenza sono circa 5.2 milioni nel Tigray e oltre 3 milioni in Amhara e Afar inclusi gli oltre 3 milioni di sfollati interni.
 
La mancanza di attrezzature mediche essenziali, vaccini e medicinali in tutto il Tigray sta avendo un grave impatto. Si stima che l’ 80% dei farmaci essenziali non sia più disponibile mentre la maggior parte delle strutture sanitarie non è funzionante a causa di danni e mancanza di forniture e di carburante.
 
Particolarmente grave la situazione della sicurezza alimentare nel Tigray e nella altre aree colpite dal conflitto. Secondo le stime della Nazioni Unite potrebbero essere circa 400.000 le persone in condizioni di massima emergenza alimentare (si calcolano 2 morti per fame al giorno ogni 10.000 persone) da luglio 2021. Son stimati in oltre 3 milioni i bambini sotto i 5 anni e le donne incinte e in allattamento che necessitano di interventi di contrasto alla malnutrizione.
Per quanto riguarda l’educazione, molte scuole hanno ripreso le attività e si stanno trasferendo in altri siti gli sfollati accolti presso i plessi scolastici. Secondo il Ministero dell'Istruzione etiope oltre 1,2 milioni di studenti in Etiopia attualmente non vanno a scuola a causa del conflitto.
 

IMPEGNO DI CARITAS
Con lo scoppio della guerra nel Tigray, l’impegno di Caritas Ambrosiana si è concretizzato in collaborazione con Caritas Italiana che da subito ha sostenuto il piano di emergenza predisposto dalla Caritas nazionale che ha prontamente attivato una rete di coordinamento coinvolgendo sia gli uffici diocesani sia gli organismi internazionali della rete Caritas già presenti sul territorio.
Nel gennaio 2021, la rete Caritas ha avviato il programma di risposta emergenziale di 12 mesi “Humanitarian Operation for Peaceful Coexistence” (HOPE) proposto e coordinato dalla Caritas nazionale.


Prospettive per il 2022
Purtroppo le previsioni per il 2022 sono piuttosto negative, con un aumento dei bisogni umanitari. Si teme infatti che il conflitto nelle regioni del Tigray, Amhara, Afar e Oromia si protrarrà con esiti alquanto incerti. A ciò si aggiunge la scarsità di pioggia nel 2021 con la conseguente siccità nel Sud del Paese che colpisce i mezzi di sussistenza per l'anno a venire. Infine l'inflazione che continua a crescere riducendo ulteriormente il potere di acquisto dei beni essenziali.
 
Caritas Ethiopia, sta lavorando su un nuovo piano di 12 mesi, in continuità con gli interventi in corso, che intende avviare a partire da gennaio 2022. I settori su cui il programma si focalizzerà sono i seguenti:
-  Aiuti di urgenza per la fornitura di cibo, beni di prima necessità, alloggi, acqua e igiene, sussidi in denaro (cash transfer);
-  Interventi di ripristino e riabilitazione di strutture sanitarie e educative;
-  Supporto psicosociale;
-  Rafforzamento di capacità e supporto tecnico alla rete Caritas.
 
 
Per il 2022 Caritas Ambrosiana intende continuare a sostenere queste iniziative che proseguiranno sia in Etiopia sia in Sudan per l’assistenza ai profughi per i quali non si prevede un rientro nel breve termine.
 
A tal fine continua la raccolta fondi tramite i consueti canali.
 
Le donazioni si possono effettuare con queste modalità:

Conto Corrente Bancario
IBAN: IT82Q0503401647000000064700 presso il Banco BPM intestato a Caritas Ambrosiana Onlus
Conto Corrente Postale n. 000013576228 intestato a Caritas Ambrosiana Onlus - Via San Bernardino 4 - 20122 Milano
Causale: Emergenza Etiopia 2021 – Tigray
 
Con Carta di Credito

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Del Direttore: 
Luciano Gualzetti



 

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