Refettorio Ambrosiano

Un portale alto più di cinque metri firmato da Mimmo Paladino all'ingresso. Su un lato l'insegna al neon con la scritta «No more excuses» di Maurizio Nannucci. E poi all'interno un grande affresco, 12 metri per 3, di Alessandro Cucchi e un'opera sul tema del pane di Carlo Benvenuto. Uno spazio dedicato all’accoglienza arredato da luci d’autore, 12 grandi tavoli e decine di sedute realizzati dai più grandi designer italiani. Queste opere donate dai loro autori alla città, faranno del Refettorio Ambrosiano non solo una mensa solidale, ma anche uno spazio di fruizione della grande arte italiana aperto ai cittadini. I bozzetti e i disegni del progetto di ristrutturazione curato dal Politecnico di Milano saranno esposti a partire da oggi fino al 22 settembre allo Studio Giangaleazzo Visconti, in corso Monforte, 23 a Milano (ingresso libero da lunedì a venerdì).
 
«Gli artisti coinvolti nel progetto del Refettorio Ambrosiano hanno messo a disposizione gratuitamente le loro capacità. ll Refettorio Ambrosiano ha già realizzato quindi un primo obiettivo: quello di generare una dinamica di generosità per la città, nient'affatto scontata in questo momento di crisi - ha detto monsignor Luca Bressan, vicario episcopale per la Cultura, la Carità, la Missione e l'Azione sociale -. Il Refettorio risponderà al bisogno primario di cibo, ma sarà anche un luogo dove uscire diversi da come si è entrati, questo è d'altra parte il significato della parola refettorio, che viene dal verbo latino reficere, rifare, ristorare. Questa è l'anima del progetto che la mostra di oggi spiega bene».
 
refettorio ambrosiano

Davide Rampello, ideatore del progetto, ha commentato «Quando offri il pane, non è importante solo quello che offri, ma anche come lo offri. Noi vogliamo che in questo luogo le persone si sentano accolte e benvenute. Per questo abbiamo voluto che la mensa fosse un luogo bello, anzi più bello che eravamo capaci di immaginare. In cuor nostro, tutta la squadra - allestitori, artisti, designer, architetti e ingegneri - ha lavorato per fare di questo spazio il secondo più bel refettorio di Milano dopo quello di Santa Maria delle Grazie affrescato da Leonardo da Vinci».
 
«Durante Expo i grandi chef cucineranno con quello che non sarà consumato nei padiglioni. Dopo l'esposizione vogliamo continuare a farlo, cucinando con le eccedenze alimentari perché crediamo in questa provocazione culturale e vogliamo continuare a mandare un messaggio contro lo spreco di cibo. Non sarà facile. Ma ci proveremo. Il Refettorio sarà un luogo di solidarietà a tutto tondo. Non solo cucineremo per chi è in difficoltà, ma lo faremo creando opportunità di lavoro. Tra le ipotesi che stiamo valutando c’è quella di affidare la gestione della mensa alla cooperativa di catering creata da donne rifugiate, M’ama food».

refettorio ambrosiano modellino
 
A sottolineare il valore solidale dell’iniziativa la prossima tappa del progetto. Le copie dei tavoli di design saranno battute all’asta da Sotheby’s il 16 dicembre a Palazzo Broggi a Milano. Il ricavato della vendita, devoluto a Caritas Ambrosiana, servirà per sostenere l’attività della mensa solidale. 
 
Il Refettorio ambrosiano avrà sede nell’ex teatro annesso alla parrocchia San Martino (Comunità Pastorale Beato Giovanni Paolo II) nel quartiere Greco di Milano (piazza Greco, Milano): un edificio risalente agli anni ‘30 e ormai in disuso.
Il progetto nasce dalle intuizioni del regista Davide Rampello e dello chef Massimo Bottura, che da subito hanno coinvolto la Diocesi di Milano e in particolare la Caritas Ambrosiana per tradurre in concreto questa originale idea di solidarietà alla quale si sono unite le eccellenze dell’arte, della cultura e della cucina.

Refettorio ambrosiano aprirà tra maggio e luglio 2015. Per un mese, durante i primi tre di Expo, 40 tra i migliori chef del mondo ideeranno e prepareranno menu a partire dalle eccedenze alimentari raccolte ogni giorno in Expo nel pieno rispetto delle normative vigenti sulla sicurezza alimentare.  Ciò che sarebbe destinato ad essere gettato via, sarà trasformato in piatti di alta cucina, grazie al talento e alla creatività. Al termine dell’esposizione il Refettorio Ambrosiano, gestito da Caritas Ambrosiana, continuerà a funzionare come luogo di solidarietà, di cultura e spazio d’arte. Un luogo che mette al centro il valore del cibo e la lotta agli sprechi alimentari. 

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