“LA CITTÀ INCANTATA” al Refettorio Ambrosiano

Un concerto-spettacolo con il Coro “La Nave” di San Vittore e gli attori di Macrò Maudit Studio, una “cena solidale” preparata dalle detenute della “Marina De Berti A&I Onlus Libera Scuola di Cucina” e servita al pubblico dagli ospiti del Refettorio Ambrosiano. Con i testi dei detenuti de L’Oblò interpretati dagli attori di Macrò Maudit Studio e le foto di Nanni Fontana a tradurre musica e parole in immagini, raccolte durante un anno di lavoro in carcere. Sono queste le componenti de “La Città InCantata – Storie e canzoni oltre il muro”, serata in programma domenica 27 maggio al Refettorio Ambrosiano di Piazza Greco con l’intera facciata della chiesa di San Martino trasformata in maxischermo affinché lo spettacolo possa essere seguito sul piazzale anche da quanti non dovessero riuscire a entrare.
L’evento è promosso dall’Associazione Per il Refettorio Ambrosiano e dalla Caritas Ambrosiana insieme con la direzione della Casa circondariale di Milano San Vittore “Francesco Di Cataldo”, il Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria – Provveditorato regionale per la Lombardia e l’Asst Santi Paolo e Carlo.
 
L’attività del Coro, composto dai detenuti del reparto “La Nave” oltre che da operatori e operatrici del reparto più un gruppo di volontarie e volontari esterni, fa parte del percorso trattamentale contro le dipendenze – oltre che di recupero personale e sociale – a cui i detenuti del reparto aderiscono volontariamente e che fa de “La Nave”  un modello finora unico in Italia: modello tradotto quotidianamente in pratica dall’équipe della Asst Santi Paolo e Carlo  che allo stesso modo e per le stesse finalità promuove da anni anche la realizzazione de L’Oblò, mensile interamente scritto dai detenuti del reparto. “La Nave” fa parte del Servizio Dipendenze (SerD) Area Penale e Penitenziaria.
 
Fuori dal carcere, e anzi dalla parte opposta di Milano rispetto a San Vittore, c’è il lavoro sociale che il Refettorio Ambrosiano e l’Associazione a esso intitolata svolgono da tre anni per volontà e col sostegno di Caritas Ambrosiana: una mensa per i poveri ma anche un luogo di cultura, che in questa occasione accoglie il Coro dei detenuti e le detenute-cuoche della Libera Scuola di Cucina per consentire loro non solo di mostrare i frutti del proprio impegno ma anche di contribuire a una iniziativa benefica.
 
Il tutto attraverso un concerto-spettacolo di musica e canzoni della tradizione milanese, con (anche) i detenuti nordafricani e sudamericani impegnati a pronunciare un dialetto mischiato con l’arabo, dove le periferie di Jannacci sono popolate di personaggi che potrebbero essere inventati da Testori se non fosse che sono veri. Per il Coro “La Nave” è la quarta esibizione fuori dal carcere in due anni dopo quelle a Casa Manzoni, alla Casa della Memoria, al Museo Diocesano e l’ultima lo scorso autunno all’Auditorium di Milano con Arisa, a beneficio dei bambini terremotati del Messico. Questa volta sarà anche l’occasione per regalare una serata di festa al quartiere di Greco. Tutte le offerte raccolte nel corso dell’evento saranno devolute alla Associazione Per il Refettorio Ambrosiano.
 
 
Quando: domenica 27 maggio
Orari: Inizio cena solidale ore 20
            Inizio spettacolo ore 21
Dove: Refettorio Ambrosiano, piazza Greco 11.
Lo spettacolo avrà luogo nel Refettorio Ambrosiano.
E sarà proiettato in diretta nel piazzale esterno sulla facciata della Chiesa di San Martino.
 
Modalità:
Ingresso libero con prenotazione per la cena nel cortile e (fino a esaurimento posti) per l’interno del Refettorio.
Accesso libero al piazzale con maxischermo
Per prenotare: iscrizioni@perilrefettorio.it – tel. 380 8922240 (lun-ven, h.17-19)
 
Seguono le dichiarazioni di:

  • Luigi Pagano, provveditore del Dipartimento amministrazione penitenziaria – Provveditorato regionale Lombardia;

  • Giacinto Siciliano, direttore della Casa circondariale di Milano - San Vittore “Francesco Di Cataldo”;

  • Riccardo Gatti, direttore Dipartimento area dipendenze Asst Santi Paolo e Carlo;

  • Luciano Gualzetti, direttore Caritas Ambrosiana;

  • Don Giuliano Savina, presidente Associazione per il Refettorio Ambrosiano

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Luigi Pagano
Sono stato, quando ero direttore a San Vittore, uno dei cofondatori della Nave il reparto avanzato per il trattamento e la cura dalle dipendenze.
Non amo vantare i risultati positivi raggiunti da un progetto, se questo mi ha visto partecipe, ma dato che gli eccellenti risultati sono stati conseguiti dalla Nave quando già da anni non ero più io il responsabile del carcere ritengo non aver conflitto di interessi nel trovarmi pienamente d’accordo con i concetti espressi nel comunicato.
Per le persone detenute e riconosciute dedite all'uso non terapeutico di sostanze stupefacenti il fine riabilitativo deve perseguirsi anche, direi soprattutto, per gli imputati, in quanto la cura dalla dipendenza è posta dal legislatore come obiettivo primario a prescindere dalla posizione giuridica; non è un caso che l’art.89 del T.U. 309 del ’90 offra la possibilità a coloro i quali abbiano in corso o intendano sottoporsi a un programma di recupero di curarsi in strutture non carcerarie anche quando sussistano i presupposti per l’adozione della custodia cautelare.
Questo principio è stato declinato in pratica operativa  grazie a una comunione di intenti sempre esistita tra la struttura penitenziaria, gli operatori dell’Asst che si occupano delle dipendenze in carcere e la magistratura, consentendo  di mettere in piedi svariate, significative realizzazioni e portandole anche all’esterno favorendo, accompagnando così il progressivo reingresso in società.
Il coro della Nave, ormai un brand richiestissimo, è uno dei progetti realizzati e da anni la magistratura ha agito perché i detenuti che lo compongono potessero uscire dal carcere, concedendo dei permessi per esibirsi all’esterno.
Ammetto che una norma ad hoc non esiste in proposito e capisco tutte le riserve di chi ritiene non poter forzare un’interpretazione estensiva, ma mi riconosco nelle motivazioni di quel magistrato che nell’ordinanza di concessione di uno dei tanti permessi a un detenuto del coro riconobbe il merito dell’esibizione quale “ ricerca della soddisfazione per il risultato raggiunto, per una armonia realizzata quando un brano musicale infine riesce” e “tale risultato viene reso pubblico mediante il confronto diretto con la società civile nei contesti spaziali in cui essa normalmente opera nel dedicarsi alla cultura”.
 
Giacinto Siciliano
Per curare il tuo “male” e cambiare vita quando tutto sembra perso devi avere obiettivi alti, sentire la fiducia tua e di chi ti sta intorno, di chi ti ama e di chi ti teme e ti giudica, sudare, fare fatica, vedere giorno dopo giorno i risultati, superare le difficoltà, avere la possibilità di cadere e rialzarti, testimoniare a te e agli altri il senso e il risultato di un impegno quotidiano che ti vede “unito” ad altre persone che hanno il tuo stesso problema o che semplicemente vogliono aiutarti.
Tutto questo, e molto più, nel progetto della Nave di San Vittore e del suo coro, un modo sin dalla sua nascita assolutamente innovativo di affrontare il problema della cura della tossicodipendenza in carcere e della prevenzione dei reati collegati. Un’esperienza unica: per i protagonisti, per chi come me a questo mondo si è avvicinato dopo come per chiunque abbia la possibilità di farsi toccare le corde dell’anima e pensare razionalmente a cosa significa cercare, costruire, accompagnare un cambiamento nel pieno rispetto dei principi della nostra carta costituzionale.
L’incontro con la Libera scuola di cucina e la possibilità di contribuire, in modo riparatore, a finalità sociali esterne al carcere completa e rinforza un evento di cui dobbiamo essere tutti orgogliosi.
      
Riccardo Gatti
La cura di una dipendenza patologica è un evento complesso, ancor più se si è reclusi in un carcere. Per questo l’ascolto del Coro della Nave è una esperienza da ricordare. L’energia positiva che si libera si percepisce in maniera forte: sconvolge ogni nostro stereotipo. Ci sorprende per la sua esistenza. Il ritmo, la disciplina, l’arte, la musica, non sono una esibizione: sono l'esito di un percorso di cura fatto insieme ed a cui viene voglia di partecipare perché è liberatorio, perché è positivamente terapeutico, anche per noi che ascoltiamo.  
 
Luciano Gualzetti
Chiunque guarda negli occhi chi è in difficoltà e si fa provocare dal suo sguardo cambia il modo di vedere il mondo. Per questo la carità è insieme un gesto concreto e un pensiero. Ed è questa la ragione per la quale il Refettorio Ambrosiano è al tempo stesso un luogo dove si pratica la solidarietà e dove si fa cultura. Non a caso, infatti, sin da quando lo abbiamo concepito abbiamo voluto che all’attività sociale della mensa fosse affiancato anche un palinsesto culturale ispirato agli stessi valori. Cibo per il corpo, dunque, e nutrimento per lo spirito, come sintetizzavano le due citazioni poste sulle facciate del Padiglione della Santa Sede in Expo - “Non di solo pane” e “Dacci oggi il nostro pane” – messaggio che il Refettorio custodisce come eredità. In questa cornice non possono che trovare una collocazione ideale iniziative come queste che danno volto e voce a chi non ne ha.
 
Don Giuliano Savina
Siamo davvero entusiasti, come associazione Per il Refettorio Ambrosiano, di offrire al nostro quartiere di Greco e a tutta la città questo straordinario evento: che va oltre la musica, il teatro e la solidarietà, perché ci fa riflettere sulla condizione carceraria e ci fa capire come l’arte e la cultura possano aiutare le persone private della libertà e accompagnarle nel loro percorso di riabilitazione, che è il vero fine della pena. Per l’occasione, come associazione Per il Refettorio Ambrosiano, proporremo anche la nostra annuale giornata di raccolta fondi. Per quest’edizione mettiamo a disposizione, con offerta libera consigliata a partire da 7 euro, delle graziose e utili borse shopper con il nostro logo. Il prezioso aiuto di tutti ci permetterà di continuare a offrire eventi culturali al Refettorio».
 
 
SCHEDE
 
Associazione Per il Refettorio Ambrosiano
In piazza Greco c’è un posto dove si fa cultura. In tre anni oltre cento eventi tra teatro, concerti, presentazioni di libri, conferenze, incontri di spiritualità, laboratori per anziani e giochi per bambini. Questo luogo è il Refettorio Ambrosiano, unica opera rimasta in città come lascito di Expo Milano 2015 e oggi luogo di creatività e di relazioni, capace di portare in un quartiere di periferia tante occasioni di incontro e riflessione attraverso le varie forme d’arte. A organizzare tutte le iniziative è una associazione di volontari, l’Associazione Per il Refettorio Ambrosiano, di cui è presidente don Giuliano Savina, parroco di Greco e Goretti. Le proposte culturali sono per tutti e sono aperte anche agli utenti del Refettorio: persone in difficoltà che qui vengono perché trovano un pasto caldo. 
Il Refettorio Ambrosiano infatti è prima di tutto una mensa per i poveri gestita dalla Caritas Ambrosiana dove, grazie a un’intuizione dello chef Massimo Bottura, si cucina con le eccedenze di supermercati e ristoranti evitando in questo modo di sprecare cibo. Davide Rampello, curatore del Padiglione Zero di Expo Milano 2015, ne ha fatto anche un luogo di opere d’arte, a cominciare dal portale di Mimmo Paladino.
 www.perilrefettorio.it
 
 
La Nave - Trattamento avanzato Ser.D area Penale - ASST Santi Paolo e Carlo
La Nave è un reparto della Casa  circondariale di San Vittore dedicato alla cura dei detenuti-pazienti dipendenti da sostanze (droghe e alcool). È un servizio nato nel 2002 e rivolto a coloro che, in regime di detenzione, vengono valutati idonei e sufficientemente motivati a intraprendere un percorso di cambiamento in un contesto di cura e di responsabilizzazione. La Nave fa parte del Servizio Dipendenze  Area Penale e Penitenziaria della Azienda Socio Sanitaria Santi Paolo e Carlo di Milano.
Professionalità eterogenee compongono un’équipe multidisciplinare con l’obiettivo di garantire un “programma trattamentale e riabilitativo” dal punto di vista clinico e criminologico. Ad affiancare il lavoro dei professionisti ci sono numerosi volontari che arricchiscono l’offerta terapeutica. La particolarità che caratterizza la Nave è quella di dare la possibilità ai pazienti di intraprendere il trattamento fin dall’ingresso nel circuito penitenziario, già durante la carcerazione preventiva, e di fornire gli strumenti per proseguire la cura all’esterno.
 
 
Il Coro “La Nave” di San Vittore
Il Coro è una delle attività del reparto “La Nave”. Comporta l’impegno di una prova settimanale fissa, spesso raddoppiata all’approssimarsi delle esibizioni avvenute negli ultimi anni sia all’interno del carcere sia all’esterno,  da Casa Manzoni al Museo Diocesano, dalla Casa della Memoria fino all’Auditorium Cariplo dove il Coro ha cantato con Arisa in un concerto benefico per bambini terremotati del Messico. Al Coro partecipano non solo  tutti i detenuti che lo desiderano ma anche gli operatori e molti volontari tra cui avvocati, magistrati, giornalisti, professori, con un significativo superamento delle barriere della subcultura carceraria. Il Coro non è solo un’attività artistica ma fa parte di un processo di cura importante dal punto di vista integrativo e rieducativo, rivelatosi utile contributo a risolvere molti aspetti della controdipendenza, uno dei problemi principali della patologia tossicomanica. Potersi esibire e mostrare il risultato del proprio impegno fuori dall’ambiente carcerario rappresenta un’occasione importante di graduale reinserimento in vista di eventuali Misure Alternative che un giorno i detenuti della Nave affronteranno, essendo già inseriti in un programma terapeutico.
 
 
L'Oblò
L'Oblò è il periodico che raccoglie articoli e riflessioni dei detenuti ospitati al reparto La Nave. Nato nel 2002 pochi mesi dopo l'apertura del reparto, viene pubblicato grazie al contributo dell'Editore Feltrinelli nelle cui librerie il giornale viene distribuito gratuitamente. Si dalla sua nascita i detenuti che compongono la redazione si riuniscono regolarmente ogni mercoledì per decidere gli argomenti da trattare e condividere la lettura degli articoli. La redazione del giornale assume un significato di grande spessore all’interno del percorso trattamentale del reparto perché aiuta a uscire da una visione del mondo autocentrata, offrendo al lettore una concezione comprensibile, significativa, anche ironica e libera da atteggiamenti vittimistici della condizione detentiva. L’Oblò è anche un blog online e ha una casella email attraverso la quale è possibile scrivere alla redazione: http://oblodelanave.blogspot.it.
 
 
Marina De Berti A&I Onlus Libera Scuola di Cucina
La Libera Scuola di Cucina è uno spazio formativo permanente istituito presso la Sezione Femminile della Casa Circondariale di Milano San Vittore. Coinvolge donne e giovani adulti detenuti nello sviluppo di competenze professionali nel settore della ristorazione, spendibili fuori dal carcere. La Scuola ingloba nei percorsi formativi l’organizzazione di eventi didattici (buffet, aperitivi, cene, feste a tema, etc) che coinvolgono la comunità esterna, della quale allo stesso tempo favorisce l’ingresso in carcere per promuoverne la conoscenza attraverso momenti di condivisione culturale e di “responsabilità sociale”. Nel 2015 è stata premiata dal Presidente della Repubblica. La Libera Scuola di Cucina è attiva in virtù di una convenzione tra la Direzione della Casa Circondariale di Milano San Vittore, A&I Coop. Sociale Onlus e Factory Coop. Sociale Onlus.
Contatti: tel. 02.39400911 – 366.5675395 – liberascuoladicucina@aei.coop
 
 
MACRÒ MAUDIT Studio
La Compagnia teatrale Macró Maudit nasce a Milano nel 1999. Nel 2017 in Via Grigna 5 ha aperto le porte il Macró Maudit Teáter, nuovo spazio polivalente di teatro, arte e cultura nel quale gli artisti si dedicano alla diffusione e promozione dei valori del teatro e della cultura in tutte le sue forme, anche grazie a percorsi di studio dedicati alla recitazione teatrale e cinematografica e alle tecniche di narrazione per tutti i livelli di esperienza. Lo Studio di Macró Maudit è composto dagli attori formati dalla Compagnia, impegnati in modo permanente nella messa in scena di sempre nuove produzioni e progetti culturali.
Contatti:  Macrò Maudit Teater - Via Grigna 5, 20155 Milano - 366 4677777 - 02 3313111 info@macromaudit.org, www.macromaudit.org

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EDITORIALE

Del Direttore: 
Luciano Gualzetti
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Sulla raccolta degli indumenti usati esiste ancora un equivoco. Si pensa che gli abiti che gettiamo nei cassonetti siano destinati a essere indossati dai poveri...
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