Progetto luoghi d'asilo

PROGETTO “LUOGHI D’ASILO”: CARITAS AMBROSIANA SCEGLIE LE PERSONE

Dal maggio 2004 fino al 31 agosto 2013, grazie al progetto “Luoghi d’asilo”, Caritas Ambrosiana ha avuto la possibilità di incontrare e offrire uno spazio di ascolto e prossimità a favore delle persone trattenute all’interno del Centro d’Identificazione ed Espulsione (CIE) di Milano – via Corelli.
 

PERCHE' IL PROGETTO "LUOGHI D'ASILO"

Caritas Ambrosiana è contraria alla logica dei trattenimenti e ai CIE come strumento di contrasto dell’immigrazione irregolare e non condivide l’ottica di contenimento e privazione della libertà personale per gli stranieri espulsi dal territorio italiano, ma preso atto dell’esistenza e dell’operatività di queste strutture ha scelto la vicinanza e la prossimità con le persone trattenute offrendo loro uno spazio di ascolto indipendente e alternativo ai servizi offerti dall’ente gestore. Caritas Ambrosiana ha scelto quindi le persone, la vicinanza a loro e la condivisione del loro vissuto all’interno del centro.
L’intervento di Caritas Ambrosiana è stato autorizzato annualmente dalla Prefettura – UTG di Milano previa richiesta della stessa Caritas Ambrosiana e presentazione di una relazione sullo svolgimento delle attività nell’anno precedente ed è totalmente autofinanziato con fondi propri al fine di mantenere la più ampia indipendenza nei confronti delle istituzioni e di eventuali soggetti finanziatori. Coerentemente con le finalità del proprio intervento e con le ragioni che lo giustificano, l’equipe Caritas ha posto molta attenzione a distinguere il proprio operare e le modalità di relazione con i trattenuti rispetto all’autorità di Pubblica Sicurezza e all’ente gestore al fine di evitare che la sua azione potesse essere identificata come “parte di un sistema” che non condivide, in particolare modo questa attenzione era rivolta nei confronti delle persone trattenute al fine di prevenire atteggiamenti di chiusura da parte loro.
 

L'ATTIVITÀ

L’intervento di Caritas Ambrosiana si è rivolto principalmente alla prossimità e all’incontro con le persone, ad offrire uno spazio dove le persone trattenute possano manifestare i propri bisogni, le proprie frustrazioni ed avere una relazione paritaria con gli operatori.
L’incontro con le persone trattenute consentivae poi di aprire spazi di tutela per persone vittime di sfruttamento sessuale o lavorativo attraverso l’attivazione di percorsi di inclusione sociale ex art. 18 o l’orientamento di potenziali richiedenti asilo. In questo contesto è risultato fondamentale curare l’instaurazione del primo contatto e l’attenzione all’avvio di una relazione di aiuto. Per questo motivo gli operatori periodicamente facevano ingresso nei reparti del CIE per conoscere le persone ed entrare in contatto diretto con loro e offre un servizio di guardaroba all’interno del Centro, che oltre a rispondere ad un bisogno materiale favorisce il contatto e la conoscenza. Elemento qualificante del progetto Luoghi d’asilo era la presenza di operatori con competenze linguistico-culturali. La conoscenza delle principali lingue parlate dalle persone trattenute, nonché dei contesti culturali di provenienza era di indubbio aiuto nella costruzione di una relazione in un contesto di diffidenza di fondo quale quello del CIE.

Come descritto ampiamente, i nostri obiettivi sono stati realizzati a partire dall’incontro con le persone trattenute, l’équipe faceva ingresso al CIE fino a tre volte la settimana (di norma martedì, mercoledì e giovedì) in orario pomeridiano (14.30 – 18.30) e procedeva ai colloqui attraverso il contatto diretto all’interno dei reparti del CIE, su segnalazione dei trattenuti stessi oppure su richiesta di familiari e/o amici che, impossibilitati a contattare o far visita ai loro congiunti, hanno contattato l’equipe stessa attraverso una linea telefonica dedicata.
Con gli anni, la modalità d’intervento, pur essendo fortemente centrata sull’ascolto, ha assunto forme diverse e si è perfezionata a seconda che il contatto avvenisse a seguito di ingresso diretto nei reparti oppure che si svolgessero colloqui individuali e personalizzati.
Nelle situazioni di rimpatrio, l’attività degli operatori era finalizzata a facilitare il realizzarsi di un positivo rientro nel Paese di origine in modo che il rimpatrio non venga più vissuto dalla persona come un rientro forzato (al quale, peraltro, in genere fa seguito un immediato tentativo di tornare clandestinamente nel paese che lo ha espulso), ma come l’opportunità per ripensare il proprio progetto di vita.
Qualora invece non si effettui il rimpatrio forzato, questo primo approccio con gli operatori Caritas offrivae agli ospiti la possibilità di conoscere e, eventualmente, una volta usciti dal centro, di entrare in contatto con la rete di servizi di cui Caritas Ambrosiana dispone sul territorio: centri di ascolto, servizi per immigrati e per vittime della tratta... Ciò permetteva ai trattenuti di avere già all’interno del CIE un legame con strutture esterne, che avrebbero potuto sostenerli nel loro percorso di integrazione all’interno della nostra comunità, una volta usciti dal centro.
 

L'ÉQUIPE

Nella sua ultima strutturazione, l’équipe di operatori che accedeva al CIE era composta da tre operatori con competenze diverse: un’assistente sociale e due mediatori linguistico-culturali affiancati da un avvocato volontario. Questo gruppo di operatori era affiancato da due figure di coordinamento del progetto e di consulenza tecnico-giuridica: un esperto dell’area Stranieri e la responsabile dell’area Tratta di Caritas Ambrosiana.
 

CHI SONO LE PERSONE INCONTRATE DA CARITAS NEL CIE?

Nel corso dei circa 10 anni di attività del progetto, complessivamente le persone incontrate individualmente state 1.794, di queste il 69,3% erano uomini (1.243), le donne 373 e i transessuali 166. Complessivamente i colloqui svolti sono stati 1.910 (dato elaborato a partire dal 1 settembre 2011).
Ulteriori dettagli sono consultabili attraverso la relazione finale di progetto.

Con lo scadere della convenzione per il periodo 2013/2014 e la chiusura del CIE, il 31 agosto 2014 il progetto si è di fatto concluso.
 

Maggiori informazioni

Per saperne di più sul progetto Luoghi d'Asilo scarica la relazione finale di progetto oppure rivolgiti a

SEGRETERIA STRANIERI - Caritas Ambrosiana
via S. Bernardino, 4 - 20122 Milano
tel. 02.76.03.73.37
skype stranieri.ambrosiana
stranieri@caritasambrosiana.it

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